giovedì 31 agosto 2017

(As)saggi(ni): Pirata, gentiluomo, e kamikaze


Una vecchia edizione del romanzo di Salgari del 1901 è venuta fuori grazie all'offerta "Acquista un libro di un editore indipendente, scegline uno usato in regalo" lanciata dalla libreria Mannaggia. Non era purtroppo accreditato il nome dell'autore o autrice dell'immagine di copertina qui rielaborata (se qualcuno lo sa... batta un colpo!). Pattern digitali di Selkis. Per completezza di cronaca, il libro acquistato era la Metamorfosi di Kafka edita da Piano B, con la bella traduzione di Alessandro Miliotti e le illustrazioni visceralmente kafkiane di Nicola Console.

Sandokan è Epica allo stato puro, rafforzata nell'episodio Le Tigri di Mompracem dal fatto che "in teoria" si tratta della fine della carriera del pirata, in un mix convulso di amore (per Marianna) e battaglie apocalittiche (la distruzione di Mompracem). La fisicità muscolare del protagonista, la sua psicologia quasi animalesca si intrecciano a raffinati rimandi alla letteratura classica -- la forza trascinante del Destino -- e rinascimentale, con quei valori cavallereschi e quei dialoghi e monologhi in stile teatrale. Oggi, poi, fa impressione scoprire che questo combattente antioccidentale disposto ad azioni kamikaze era musulmano. Come ricorda Umberto Eco nella Misteriosa fiamma della regina Loana, i bambini italiani dell'epoca fascista crescevano con la propaganda suprematista da una parte, e le avventure di Sandokan dall'altra, dove i cattivi erano i bianchi e il campione era un indigeno di pelle scura, a cui gli europei avevano massacrato il popolo e usurpato il regno. I piccoli dittatori passano, la Tigre della Malesia resta. "Sandokan! Sandokan! Dammi forza, ogni giorno, ogni notte coraggio verrà!"

mercoledì 30 agosto 2017

SINDROMI /// 01


Thénardier  Ecco perché a farmi paura sono i "buoni", non i "cattivi".

Dante  Europeista passato alla Storia come padre della nazione italiana.

Torquato Tasso  Nevrotico, sperimentatore, gay, passato alla Storia come bigotto.

Giovan Battista Marino  Gli unici a capirlo sono stati i suoi nemici.

Informazione  Propaganda fatta meglio.

venerdì 11 agosto 2017

L'amore non ha Età


Dopo I figli di Húrin, qualcuno un giorno dovrà scrivere un'altra epica saga: Il figlio di Tolkien, ossia Christopher, che alla veneranda età di 93 anni ha completato un nuovo frammento dell'immensa opera postuma del padre. La storia di Beren e Lúthien resta tra i capolavori del creatore degli hobbit. In questo volume da poco edito in Italia è possibile seguire l'evoluzione, per oltre vent'anni, di una love story in cui si "mischia il Dna" di ben tre classi di viventi: "Dèi" (angeli), Elfi e Umani.

Nelle prime stesure, alla fine degli anni '10 del Novecento, JRR Tolkien usava ancora un tono da fiaba tradizionale, tra gatti parlanti, buffi riti magici e ampie manciate di humour. Interessante e gustoso, se vogliamo; poi però, nelle varie riscritture, la vicenda diventa sempre più complessa, andando a confluire nel vasto alveo del Silmarillion; più cupa; e anche più mirata, eliminando tutti gli elementi estranei alla genuina ispirazione dell'autore. In breve, dall'intrattenimento al grande poema. Sì, perché gran parte dei brani rimasti sono in versi (poesia allitterativa, in inglese), e il fatto di essere frammenti sparsi non toglie nulla alla loro potenza, anzi. La citazione:
"Signore," disse Beren, "ho un Silmaril in mano proprio adesso."
"Mostramelo, allora," disse il re, stupito.
"Non posso," disse Beren, "perché la mia mano non è qui"; e stese il braccio mutilato.

Al pregio del volume aggiungono il loro contributo le già classiche illustrazioni di Alan Lee e la buona traduzione italiana di Luca Manini e Simone Buttazzi.

mercoledì 9 agosto 2017

Diario di un correttore di bozze: 9 agosto 2017

atarattico... Abbadidi...
Sono alcune delle soluzioni saltate fuori dalle parole crociate negli ultimi due numeri di EnigmisticaPiù, la concorrente della Settimana lanciata da alcuni mesi da Cairo Editore. Si intendevano "atarassico" e "Abbasidi". Complimenti e avanti così.

sabato 5 agosto 2017

Diario di un correttore di bozze: 5 agosto 2017

UUUAAARRRGGGHHH!!!
No, in ferie no, pietà! In un racconto di Stevenson letto non sotto l'ombrellone ma comunque nel relax (non diremo per pudore quale racconto né l'editore, che è un grosso editore, né il traduttore), in una frase in cui compariva "your family... mine...", mine è stato tradotto con "la miniera"!

giovedì 3 agosto 2017

Ci si rivede con...

Pausa estiva. Salvo interventi sporadici qua e là nel periodo di ferie, ci si rivede a ritmo regolare a fine agosto con, tra l'altro, la nuova rubrica:

SINDROMI