sabato 22 luglio 2017

Sulle ali della nostalgia


Della serie Recuperi estivi, un film che mi incuriosiva addirittura trent'anni fa e più, ai tempi del liceo se non prima, soprattutto per l'impatto della locandina, e però mai visto: Nosferatu, la versione di Herzog del 1979, non l'originale di Murnau del '22.

Sicuramente un prodotto non commerciale. A colori e sonoro, ma con i ritmi lenti e la recitazione teatrale del film muti in b/n. Interessanti innovazioni rispetto al romanzo di Stoker. In particolare il protagonista, l'agente immobiliare, per raggiungere la Transilvania non parte dall'Inghilterra ma via terra da una città tedesca canalizzata che sembra Amsterdam. Cosicché il viaggio a ritroso di Dracula verso la sua Bella, passando "via mare" per il Mar Nero, è suggestiva ma poco credibile. Colpiscono molto le atmosfere funeree, al castello e anche dopo. C'è poi, verso la fine, la scena bruegheliana della festa in piazza durante la presunta epidemia (scena non presente nel romanzo) che è forse il momento più potente del film, vale da sola "il prezzo del biglietto".

E tuttavia, sull'insieme si rimane un po' delusi. La trama si barcamena tra fedeltà a Stoker e innovazioni, ma senza decidere con chiarezza, per cui tanti punti restano in sospeso. Un'altra idea forte è fare di Mina -- qui chiamata Lucy -- non la vittima passiva ma una coraggiosa eroina, molto più di Van Helsing. Ma anche questa novità è smaltita in maniera un po' frettolosa. Il "finale a sorpresa" è robetta di serie B. Forse la cosa migliore era che Herzog lavorasse completamente di testa sua e ricreasse l'opera da zero, come Sokurov per il Faust del 2011. Ma magari aveva troppi vincoli di produzione.