giovedì 6 luglio 2017

Fotorecensioni: Sergio Toppi

texture digitale di Selkis

Ci voleva Sergio Toppi per raccontare storie ambientate nel profondo Sud degli Stati Uniti come se fossero fiabe delle Mille e una notte (nella versione spuria, quella arrivata in Occidente con Galland). Le atmosfere sono sospese, cariche di inquietudine e presagi. L'eroe, anzi antieroe si muove solitario. Molti personaggi agiscono con violenza, ma in maniera inattesa, bizzarra. Il cortile di uno sfasciacarrozze o una catapecchia hanno le modanature surreali dei palazzi del misterioso Oriente. Nell'ombra strisciano presenze sovrumane, stavolta non jinn ma nientemeno che Baron Samedi. Gli animali partecipano alle avventure umane con saggi -- e inutili -- ammonimenti, oppure diventano l'incarnazione di una maledizione. Le donne sono energiche combattenti oppure vittime del desiderio sessuale. E a evocare tutto questo, come nelle Mille e una notte (la versione originale del XIII secolo), è la musica.

Sergio Toppi, Blues, NPE, Eboli 2017, di 62 pagine in formato 21x30 più due tavole a colori, euro 14,90. Unico rilievo critico, da nessuna parte è indicato l'anno in cui Toppi realizzò le due storie. Il fatto che si usi il termine "negro" non solo in bocca ai razzisti ma anche nelle didascalie fa risalire a qualche decennio fa; si poteva forse rimediare con una correzione elettronica, però tutto sommato l'ambientazione sociale del fumetto rende coerente la scorrettezza politica. Da allora, qualunque sia l'"allora" in cui avvengono queste storie, la situazione negli Usa non è migliorata granché.