giovedì 27 luglio 2017

(As)saggi(ni): Giù botte da "veggenti"!

pattern digitale di Selkis (sito)

Picchia giù duro contro la religione, Schopenhauer, tanto per sfatare il pregiudizio ideologico che lo vede come un misticoide reazionario. La carica rivoluzionaria della sua filosofia l'aveva invece giustamente difesa Nietzsche. Su un tema così delicato è difficile dire se "si consiglia la lettura" di questo libro o no. Certo vale la pena leggerlo per apprezzare l'intelligenza dell'autore che già un secolo e mezzo fa, nel valutare i pro e i contro dell'esistenza delle religioni, in particolare il cristianesimo, mette sul tavolo una serie di problemi che fanno discutere ancora oggi. Ad esempio:

- Le religioni contribuiscono al bene della società o la danneggiano?
- Fondano l'etica o la affondano?
- Promuovono o inibiscono la conoscenza?
- Fede e potere: un'alleanza sacra, di convenienza...?
- I monoteismi sono intrinsecamente violenti?
- C'è un'analogia tra il messaggio di Cristo e le religioni orientali, induismo, buddismo?
- Creazione, o l'uomo discende dalla scimmia?
- La religione ha i giorni contati?
- Il cristianesimo è colpevole della strage di specie animali?
- Qual è stato il messaggio di Lutero? (Nel 2017 si celebra il cinquecentenario della Riforma)
- La teologia aggiornata (noi diremmo: il Concilio Vaticano II) sta "annacquando" e "svendendo" il Vangelo?


Arthur Schopenhauer, Sulla religione [estratti dai Parerga e Paralipòmena, cioè "opere collaterali"], trad. Alessandro Miliotti, Piano B edizioni, Prato 2009, pagg. 102, euro12