sabato 1 luglio 2017

(As)saggi(ni): Dracula va alla guerra


La Dama del Sudario (The Lady of the Shroud) è il romanzo di Bram Stoker del 1906, ossia del periodo post-Dracula, appena ripubblicato dalla casa editrice Elliot. Il libro, che mischia generi diversi, rimane bellissimo fin verso metà. Si comincia con un ritratto feroce della società inglese di inizio Novecento, a partire da un'immensa eredità toccata a Rupert, un tizio scapestrato cioè pieno di talenti, libero e anticonformista, e quindi disprezzato dai parenti piccolo-borghesi. Si viene poi catapultati in una situazione horror surreale, un po' alla Hoffmann, con una misteriosa figura femminile che "è e non è" una vampira. In entrambe queste sezioni lo stile dello scrittore irlandese dà il meglio di sé, con un susseguirsi di documenti (è un romanzo epistolare) che tengono inchiodato il lettore. Dopodiché, purtroppo, la storia degenera in un feuilleton avventuroso che tradisce completamente le atmosfere precedenti, con vari capitoli mal scritti e mal collegati, pieno di colpi di scena tirati per i capelli, per terminare con l'esaltazione del capitalismo selvaggio e del militarismo.

A rendere interessante la parte finale è il contesto storico, con il declino dell'Impero ottomano e l'aggressività degli Imperi centrali. Già si intravede all'orizzonte la Prima guerra mondiale. Stoker propone addirittura una soluzione per sventare il conflitto: la creazione di una Confederazione balcanica, con l'adesione nientemeno che della Turchia. Ma questo guizzo di fantapolitica non basta a compensare il fatto che Rupert, l'ex-scavezzacollo con ex-interessi per il soprannaturale, si è integrato fin troppo bene nel jet set; mentre l'inquietante Dama del Sudario diventa una moglie sottomessa, prodiga di consigli per l'aumento del fatturato. I veri orrori sono questi... Stoker lo ha fatto apposta a scopo ironico? Non si capisce.

P.S. Gli stessi difetti, ancora più accentuati, si ritrovano nel suo ultimo romanzo, La tana del Serpente bianco (The Lair of the White Worm) del 1911, che però offre anche una serie di scene assolutamente straordinarie.