lunedì 10 luglio 2017

(As)saggi(ni): Con l'acqua alla gola


Sono state le compagnie di crociera a trasformare radicalmente l'idea del mare nell'immaginario collettivo occidentale: un posto bellissimo e prestigioso, dove dedicarsi ad attività rilassanti in mezzo a fotomodelle in bikini. Ma fino ai recenti sviluppi tecnologici (radar) e al boom economico (vacanze), il mare era un posto pericolosissimo, in cui si mandavano a morire poveracci e delinquenti per un tozzo di pane.

Nella letteratura di Ottocento e inizio Novecento il mare è sì l'elemento in cui il Capitano Nemo compie le sue eroiche imprese (Jules Verne, Ventimila leghe sotto i mari), finendo comunque male, ma è soprattutto il "lato oscuro" della Terra (Herman Melville, Moby Dick), un mostro contro cui lottare fino all'ultimo respiro (Victor Hugo, I lavoratori del mare), un ambiente indifferente che schernisce le fatiche del povero pescatore (Ernest Hemingway, Il vecchio e il mare), uno scenario di cannibalismo e apparizioni spettrali (Edgar A. Poe, Gordon Pym), il territorio del terribile "pesce-cane" (non una balena; Collodi, Pinocchio) e dell'Olandese Volante, il paravento degli esperimenti del Dottor Moreau (Herbert George Wells), l'incubatrice di una minaccia alla sanità mentale e all'esistenza stessa dell'umanità (Howard P. Lovecraft, passim). . .

L'editore romano Nutrimenti ha appena pubblicato Gli Allegri Compari di Robert Louis Stevenson nell'ottima traduzione di Fabrizio Pasanisi; racconto scritto nel 1882 e ambientato nel Settecento. Gli "Allegri Compari" sono gli spruzzi di schiuma che si formano tra gli scogli dell'immaginario isolotto scozzese di Aros: danzano, urlano, fanno bisboccia quando c'è tempesta, meglio ancora se una nave affonda. Il vecchio Gordon Darnaway -- un cognome che è un programma -- vive da solo con la figlia Mary e il servitore Rorie. Nella vita il vecchio ne ha passate tante e si è inacidito. Sta su un'isola ma non sa neppure nuotare, talmente odia il mare. Appare devoto, perfino bigotto, però teme i demoni delle acque; peccato che quelle immense colonne liquide abbiano il potere magico di risvegliare i suoi istinti peggiori. Racconto scritto con eleganza tutta inglese, dove l'orrore sta nelle cose. Quasi la versione marina di Shining.