mercoledì 21 giugno 2017

Parla la moglie di Lovecraft


Il grande merito della nuova biografia di Lovecraft scritta dal poliedrico cantautore e saggista Paul Roland è il sano pragmatismo anglosassone. Non sbrodolamenti sugli "orrori cosmici" ma facts and figures: dove abitava Lovecraft, che faceva tutto il giorno, a quanto ammontavano gli assegni che riceveva, cosa leggeva, cosa mangiava, dove andava a visitare cosa, chi frequentava, che ne pensava degli altri e che cosa gli altri pensavano di lui.

Merito nel merito, l'approfondimento della sua relazione con Sonia Haft Greene: come si sono conosciuti, come si sono innamorati e poi sposati, le battaglie che hanno combattuto insieme, le gioie, il romanticismo, le difficoltà, le incomprensioni, la sofferta decisione del divorzio... poi neppure ufficializzata visto che, al momento della morte di lui, i due risultavano ancora coniugati. Sonia ne esce come una donna fantastica, moderna, spigliata, dinamica, capace di enormi sacrifici per quell'uomo coltissimo, un po' strambo, gentleman seppure con crisi ricorrenti di razzismo (e però una donna ebrea l'aveva pur sposata), e capace di vero affetto verso la moglie, anche se passava troppo tempo con gli amici al club. Un autore gigantesco che si era roso il fegato per tutta la vita. Sì, lei aveva visto giusto. "Con il passare degli anni, sono certa che diventerà per le future generazioni di lettori una figura misteriosa e leggendaria".

Paul Roland, Il sogno e l'incubo. Vita e opere di H. P. Lovecraft, Tsunami edizioni, Milano 2017, pagg. 222, con foto e altro materiale illustrativo, euro 19