lunedì 19 giugno 2017

Ma un cuore umano ha (il diavolo, s'intende)

Mao Dante: fan art di ilTM + Selkis

Bella cosa l'infanzia, però a volte è fuorviante. Per la maggior parte degli italiani, Go Nagai rimane il creatore di Goldrake (che poi si chiamava Grendizer o Gurendaiza), Mazinga e Jeeg Robot... e per qualcuno, di Cutie Honey... ma la sua produzione standard è di un genere abbastanza diverso. Ultimo arrivato in Italia è Shin Mao Dante, remake del suo Mao Dante del lontano 1971: sono ora disponibili nelle nostre fumetterie i quattro albetti di cui è composta la storia, anche se in Giappone era uscita nel 2002.

Shin significa "nuovo", mao "re demone", Dante è proprio un omaggio al poeta. In Shin Mao Dante si sente ancora qualche eco delle "classiche" storie di robottoni da guerra, ma all'interno di un quadro più complesso. Come in molte opere recenti di Nagai, abbiamo un mix esplosivo di mitologia greca, immaginario religioso cristiano (in particolare la Divina Commedia illustrata da Doré), parapsicologia e fantascienza. E stavolta i robot sono addirittura "in missione per conto di Dio" come i Blues Brothers, solo che qui Dio è l'invasore alieno, e i demoni -- capitanati da Dante -- difendono la loro Terra contro di lui.

Particolarmente intensi i due albi di mezzo. Nel secondo, forse il più bello, a un uso misurato degli effetti speciali si accompagna uno squarcio su una società crudamente realistica tra ossessione per la sicurezza, gruppi paramilitari violenti, abusi sessuali, disagio generazionale, padri assenti, sette religiose, poteri politici occulti. Una piccola perla è la citazione dalla processione dei monaci in Fantasia di Walt Disney. Nel volume 3 si assiste invece a una scissione psicofisica come nella Metamorfosi di Kafka, solo che qui il "corpo estraneo" è grande come King Kong o Godzilla, con tutte le conseguenze.