giovedì 18 maggio 2017

(As)saggi(ni): Il Collezionista di orrori


L'Argentina non è solo terra di Papi ma anche di grandi fumettisti. Pubblicato da MagicPress, è appena arrivato in Italia il libro Gli incubi di Lovecraft di Horacio Lalia. Come singolo volume, probabilmente la più ampia raccolta di storie a fumetti tratte dalle opere del Maestro di Providence, ben 18. Manca qualche classico (tra cui Innsmouth, La cosa sulla soglia, Colui che sussurrava nelle tenebre), in compenso compaiono numerosi racconti giovanili o "secondari" (L'alchimista, La palude della luna, Innominabile, ecc.) e anche uno spurio (La Conca delle streghe, di August Derleth su appunti di HPL).

La trama segue da vicino il testo dei racconti originali, senza le gustose varianti introdotte da un I.N.J. Culbard o un Erik Kriek. Il punto debole di questi Incubi sono proprio le citazioni da Lovecraft: confusionarie, a volte ridondanti rispetto alle immagini, a volte invece mancano elementi importanti del racconto. Così Lalia fa, paradossalmente, un torto a se stesso come disegnatore. Il suo stile è quello narrativo tradizionale, arte in cui eccellono i fumettisti argentini. Anche gli effetti speciali sono standard: collage o fotografie sgranate e/o polarizzate e/o in negativo. Sull'insieme, da questo punto di vista, un'opera meno sperimentale e spettacolare di quella del suo maestro Alberto Breccia.

Ma Horacio Lalia, che è un veterano, sa dare un tocco intenso, tutto suo, alle storie di horror cosmico di HPL. Personaggi catturati nella loro espressività, tra il realistico e il grottesco. Vicende di emarginati segnati dal destino. Uomini solitari persi in ambienti silenziosi, inquietanti -- che siano paesaggi selvaggi o le strade di New York (Egli) -- alla ricerca di oggetti strani, un po' come nel Collezionista del nostro Sergio Toppi. Conviene percorrere questi Incubi di Lovecraft come se fossero un film muto: solo con gli occhi, lasciandosi attirare dalla magia del loro bianco&nero.