lunedì 24 aprile 2017

(As)saggi(ni): L'angelo di H. G. Wells

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Forse non tutti sanno che. . .  nel 1895, lo stesso anno in cui uscì il romanzo destinato a renderlo famoso, The Time Machine (La macchina del tempo), Herbert George Wells pubblicò anche un altro romanzo breve o racconto lungo: The Wonderful Visit (La visita meravigliosa), oggi ingiustamente snobbato.

Il tema è tra quelli chiave nell'opera di Wells: la degenerazione dell'umanità che "si accontenta". La visita meravigliosa è quella di un angelo, capitato chissà come sulla Terra e ferito per sbaglio dalla fucilata di un parroco di campagna che ha l'hobby dell'ornitologia. Al sacerdote (anglicano), anziano e disilluso, si spalanca all'improvviso una finestra su un mondo diverso, colorato, entusiasmante. Ma la comunità del villaggio accoglie con freddezza e scandalo l'ospite inatteso, prendendolo per un pazzo -- "Un angelo! Figuriamoci!" -- o un imbroglione, se non l'amante efebico del parroco. Una storia raccontata con enorme maestria da Wells, che inserisce l'elemento soprannaturale in un contesto quotidiano della massima concretezza. Una storia triste, di emarginazione e abusi, che inizia in maniera tutta diversa dall'Isola del Dottor Moreau ma poi va a finire sostanzialmente allo stesso modo.

L'angelo non è da interpretare in senso stretto, religioso. Lo scrittore specifica che si tratta di un essere venuto fuori "dall'arte italiana", non dall'aldilà. L'angelo può essere qualunque cosa che irrompe nella nostra esistenza per provare a trasformarla. Sapremo vederlo?