sabato 4 febbraio 2017

Disse il corvo (non quello di Poe)

Giulietta, di ilTM + Selkis

Gli amanti di Valdaro

Stimmi di zafferano
color sangue di bue
rosso oro dall'odor di miele
che solo delicate esperte mani
all'alba sanno raccogliere
e finemente lavorare. . .

Così di rubino le imenee strie
miste a rugiada di sudore
tra i corpi albini
parevano brillare
e sugli acerbi organi sessuali.
Lei dolce gli sorrise
ai primi raggi di luce,
la nuca carezzandogli.

Così mi piace immaginarli
e nel museo di Mantova
i loro scheletri politi
ancora poter ammirare:
da seimila anni giacciono
teneramente aggomitolati.

La zolla che li accoglie
al contempo è alcova
e neolitica tomba.
Sepolti nella necropoli
uno di fronte all'altra

le gambe intrecciate e raccolte
in posizione fetale; le mani
di lei sulle di lui spalle,
quelle di lui sul collo di lei
in un abbraccio eterno e mortale.

Mistero su cosa li abbia uccisi
se freddo, fame, malattia
o una morte volontaria
per astio, atto sacrificale
dissidi tra clan rivali, parole
sprezzanti come punte di silice.

Primevi Romeo e Giulietta
in un'epoca negletta,
avida di simboli d'amore
per noi vigliacchi e sensibili
ora riportati alla luce.


Sergio Gallo, Corvi con la museruola, LietoColle, Faloppio (CO) 2017, pagg. 134, euro 15