giovedì 16 febbraio 2017

(As)saggi(ni): Il Buono, il Brutto e i Cattivi

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Fin dai primi ingredienti, Vecchio Logan di Mark Millar - Steve McNiven si presenta come un cocktail appetitoso: i grandi personaggi Marvel si ritrovano catapultati in una specie di Mad Max girato da Sergio Leone con Clint Eastwood, o da Clint Eastwood con se stesso come protagonista, aggiungendo qualche spruzzatina di Jurassic Park. Dei grandi personaggi Marvel, tanti sono morti; i sopravvissuti sono quasi tutti incattiviti, e tutti invecchiati male. Arrivano le nuove generazioni: i discendenti cannibali di Hulk, la nipote (figlia della figlia) sexy e stronza di Peter Parker, i figli adolescenti normali di Wolverine. . .  pardòn, Logan.

Il Teschio Rosso ce l'ha fatta, ha finalmente conquistato l'America. Come? Con un banalissimo piano della serie "come ho fatto a non pensarci prima!", che in effetti ha funzionato. Dopodiché i nuovi boss, che si sono spartiti i territori Usa coast to coast, hanno cominciato a scannarsi tra loro. In questo allegro ambiente sociale, dove le famiglie vengono massacrate se ritardano a pagare l'affitto ai clan, Logan ha provato a cominciare una nuova vita senza artigli. Ne ha passate troppe. Ma il lettore comprende fin dalla prima pagina che il suo sogno di quiete campagnola non è destinato ad avverarsi. Per fortuna, il rinato eroe Wolverine potrà contare su un giovane ma promettente allievo. E si allontana a cavallo verso l'orizzonte come in uno spaghetti western.

Vecchio Logan, uscito a episodi nel 2008-2009, è arrivato da poco in Italia in volume unico cartonato. Scritto in tempi politicamente non sospetti, a leggerlo adesso può offrire un interessante spaccato sull'America di Donald Trump. Durerà? Neppure Magneto è durato troppo a lungo al potere. . .