giovedì 26 gennaio 2017

Sotterrato Frankenstein. Vivo


Se c'era chi, come il sottoscritto, pensava che dopo Frankestein Junior di Mel Brooks non rimanessero molte possibilità per "rivitalizzare" la creatura di Mary Shelley. . .
Ora invece immaginando la disperata fuga di Frankenstein -- a essere pistini: "il mostro di" Frankenstein -- raccontata a quattro mani da Jules Verne e Robert Howard, o a scelta Edgar Rice Burroughs, dopo che ci fossero andati giù pesante, verrebbe fuori qualcosa come questo magnifico albo. Come spesso in Mignola, non manca un pizzico di dottrine esoteriche di fine Ottocento inizio Novecento, come la teoria della Terra cava, riciclata con ironia ma anche con affetto per quell'universo culturale che fu.
Frankenstein, alto di statura e pieno di connettori elettrici su tutto il corpo, non solo ai lati del collo, è lo stesso che già si era visto combattere sul ring contro Hellboy nella Casa dei morti viventi: all'epoca non era chiaro se si trattasse proprio della versione di Mary Shelley o di un'imitazione, beh, era l'originale.
Della trama è bello non raccontare nulla, un po' per non spoilerare, un po' perché il fascino delle storie di Mignola sta nel continuo intersecarsi e ritornare su se stessi di tempi ed eventi, mischiando la cronaca spicciola ai misteri cosmici. Ridurre le vicende a una sequenza lineare rovinerebbe tutto. Diciamo solo che Frankenstein riceve un prezioso aiuto dalla Madonna, del Sacro Cuore per giunta.
E spoiler o non spoiler, c'è stranamente un lieto fine: "Il mostro di Frankenstein, per quel che ne so, è ancora vivo".

Frankenstein Underground, di Mike Mignola (testi), Ben Stenbeck (disegni) e Dave Stewart (colori), tutt'e tre bravissimi; Magic Press, dicembre 2016, pagine 144, euro 14.