sabato 7 gennaio 2017

La donna a cui Philip Dick raccontava le fiabe

Philip e Tessa Dick


Story Time with Philip K. Dick [L'ora della fiaba con Philip Dick] è un libretto autobiografico appena messo giù da Tessa B. Dick, che è stata la quinta e ultima moglie del grande autore americano, scrittrice lei stessa. È la madre di Christopher, il figlio sul quale Philip Dick ebbe quella celebre, misteriosa "premonizione" da cui sono derivati il ciclo di Valis e l'Esegesi.
Per gentile concessione dell'autrice pubblichiamo qui sotto la traduzione di un estratto. Chi desiderasse leggere il testo completo può scaricarlo in formato Kindle qui.

Senti squillare il timer del forno, e per qualche minuto Phil scompare in cucina. Quando poi ne riemerge con due piatti fumanti di pasticcio di carne e rognoni, ti accorgi che stavi morendo di fame. Ti accorgi pure che hai bisogno di un'altra tazza di caffè. Phil mette un album della Steve Miller Band dicendo che all'inizio la loro musica non gli piaceva, ora ha preso ad apprezzarla. Invece non è mai riuscito a farsi piacere Neil Diamond o i Three Dog Night; in compenso ha una raccolta completa dei Beatles e la raccolta completa di Beethoven. Phil è nato il 16 dicembre, stessa data in cui Beethoven fu battezzato. Devi convenire con lui che la hit del momento degli America, A Horse With No Name, è una lagna. Hai imparato ad amare i Rolling Stones anche se è un po' eccessiva la sparata di Mick Jagger circa “la più grande rock band del mondo”. A Phil piace anche il jazz, e possiede qualche registrazione rara di Charlie “Bird” Parker. Ben presto ti ritrovi ad ascoltare i Jefferson Airplane o i Jefferson Starship, chi si ricorda, comunque la voce è quella di Grace Slick. Finito di mangiare, segui Phil in cucina e posi il piatto nel lavandino. Lui abbassa il volume dello stereo e riprende il discorso.
Gli fai visita spesso, e lui ha sempre un sacco di cose da raccontare sulla sua vita, su quello che scrive e la sua musica preferita. Parla spesso di sequel dei suoi romanzi. Non ha mai smesso di lavorare al sequel della Svastica sul sole, però non riesce a metterlo nero su bianco perché i nazisti gli fanno troppa paura anche solo nella fantasia.
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