lunedì 23 gennaio 2017

(As)saggi(ni): La Divina Commedia, ovvero L'opera da 2 soldi


Una speciale emissione di una moneta da 2 euro (valore effettivamente spendibile o solo nominale?) che riproduce l'affresco di Dante con la Divina Commedia di Domenico di Michelino, realizzato nel 1465 dentro il duomo di Firenze.
Il conio risale al 2015, presunto 750° anniversario di nascita dell'Alighieri. Orripilante la scheda tecnica che accompagnava l'oggetto da collezione, e che poteva andar bene per spiegare chi era Dante a Donald Trump.
Nella moneta l'inferno è quasi invisibile e l'universo/paradiso è sostanzialmente svanito nel nulla. Si intravede, all'altezza della nuca di Dante, la "miracolosa" cupola del Brunelleschi da poco terminata -- "da poco" all'epoca di Domenico di Michelino.
Interessante che a fare la parte del leone, sia nell'affresco che qui, sia il Purgatorio; qui anzi è addirittura diventato una montagna d'oro, forse un augurio ottimistico da parte del nostro Governo. Nell'Umana Tragedia è rimasta in vigore solo la virgiliana auri sacra fames, tradotta da Dante in maniera sballata in Purgatorio 22, 40-41, voto: 4, costringendo un po' tutti i dotti poeti successivi (Ariosto, Tasso, G. B. Marino) a correre ai ripari. Ma sicuramente profetico il fatto che la storia dell'euro sia un purgatorio, con l'inferno subito sotto.