sabato 27 agosto 2016

(As)saggi(ni): Un piccolo giallo nei Vangeli

pattern digitale: Selkis

Forse non tutti sanno che. . . c'è un piccolo "giallo" nei Vangeli. In Marco 14,50-52, durante l'arresto di Gesù nel Getsemani, "tutti lo abbandonarono e fuggirono. Lo seguiva però un ragazzo che aveva addosso soltanto un lenzuolo, e lo afferrarono. Ma lui, lasciato cadere il lenzuolo, fuggì via nudo". Chi è chi non è? Sono duemila anni che gli studiosi se lo chiedono. C'è chi ipotizza un personaggio reale (l'apostolo Giovanni, suo fratello Giacomo, Lazzaro redivivo, lo stesso Marco o addirittura Pietro, ecc.), chi un'allusione a qualche insegnamento della Bibbia (Giuseppe l'egiziano, le minacce apocalittiche del profeta Amos, ecc. ecc.), chi una figura simbolica (il falso discepolo, il vero discepolo, ecc. ecc. ecc.).

Ogni ipotesi ha qualche punto debole, e resta pure da vedere se i termini greci significhino davvero "ragazzo", "lenzuolo" e "nudo". Per aiutare a districarsi è stato pubblicato nel 2000 un documentatissimo libro, purtroppo non più in catalogo, tratto dalla tesi di dottorato di Giacomo Perego, valente studioso della Bibbia che lo scrivente ha avuto l'onore di conoscere nel millennio scorso: La nudità necessaria. In realtà questo non è un giallo, quindi nessuno vince niente se indovina il personaggio misterioso; anche perché Marco lo fa apposta a lasciarlo indefinito. Ma la "caccia all'uomo" scatenata in tutti questi secoli ha costretto tanti autori cristiani a uscire allo scoperto -- a sbucare nudi fuori dal lenzuolo! -- per rivelare, attraverso questo piccolo dettaglio, che cosa ne pensano del Vangelo in generale.

E alla fin fine, ritrovarsi vergognosamente inermi è non solo esegeticamente corretto, ma esistenzialmente inevitabile.