lunedì 22 agosto 2016

(As)saggi(ni): Dante e l'oroscopo

foto: Luca Rivarossa

Nel suo interessantissimo opuscolo De siderali fato vitando, ossia "come schivare le sfighe predette dal nostro oroscopo", il filosofo seicentesco Tommaso Campanella scrive: . . . mala praevisa et facilius tolerantur, ut inquit Poeta, "i mali si affrontano meglio se sono previsti, come dice il Poeta". Quale poeta? Dove? Nella bella edizione BUR dell'opera, a cura di Germana Ernst, a questo punto stranamente manca una nota. Ma sembra chiaro che si tratta nientemeno che di Dante, autore che Campanella cita varie volte nelle sue opere come fonte autorevole:
Per che la mia voglia sarìa contenta
D'intender qual fortuna mi s'appressa:
Ché saetta previsa vien più lenta.
Paradiso 17, 25-27