lunedì 27 giugno 2016

Quando Blake poetava in piemontese

. . . 
And a pleasant
fire our souls to regale.

Tra i Canti dell'esperienza, nella poesia The Little Vagabond -- titolo ben tradotto con Il piccolo scapestrato da Roberto Rossi Testa (Feltrinelli) -- William Blake si diverte a immaginare un aggiornamento della liturgia che la rende simile a una birreria. Tra le altre allettanti offerte ci sarebbero (trad. nostra) "un piacevole focherello per rallegrarci l'anima". Ma il verbo to regale qui corrisponde esattamente al piemontese argalè, regalè, e nella forma riflessiva argalèse: sentirsi allegri e soddisfatti. Perciò si potrebbe tradurre, da una lingua celtica all'altra:
E 'n bel feu* ch'à 'n farìa prope argalè.

* pron. come in francese

Ne approfittiamo però per dare una bacchettata sulle dita al citato Rossi Testa, quando traduce The Human Abstract con "Il compendio umano". Ma nooo! Abstract significa "compendio" nell'inglese attuale, ma in Blake indica la razionalità astratta/strumentale che trasforma l'essere umano in un oggetto, in uno schiavo dei poteri forti, politici, religiosi, economici. Un ingranaggio della macchina come in Tempi moderni di Charlie Chaplin. L'Uomo ridotto a un'Astrazione.