giovedì 2 giugno 2016

Cartolina

(Ovidio, Tristia 3.8)
Imiterei Trittòlemo
agricoltore aereo
imiterei Medea
decollando su draghi
m’attaccherei le ali
di Dedalo o Perseo,
dall’aria ammirerei
romanticamente Roma
le mura gli amici
la coniuge cara.
Stupido sognatore
di vani eventi,
ma adora Augusto
con riti propizi: lui
regalerà remiganti
procurerà il pass.
Pretendo troppo
auspico l’assurdo?
Se l’ira si sgonfia
allora sì osa,
per intanto però
concedesse uno sconto…
clima claustrofobico
che ti fotte le forze
la mente è malata
e peggio il paesaggio
il sonno è scarso
si mangia male
ho il colorito ocra di
un albero d’autunno
mi sollevo a stento
dolori dovunque
altrettanto la testa
psicosomaticamente.
Vedo nella veglia
il demone del Destino
la barbarie becera
chi ero ieri, chi sono
e chiedo di crepare
di spada non di spleen.
Augusto non m’ammazza?
Mi trasferisca altrove.