giovedì 30 giugno 2016

(As)saggi(ni): Il cinema di Sergio & Sergio

sfondo digitale: Selkis

Tempi lunghi, campi lunghi alternati a primi piani, personaggi crudamente realistici e allo stesso tempo squadratamente epici, tutti tesi a portare a termine la propria missione, anti-eroi solitari immersi in paesaggi silenziosi e surreali, donne fuori dagli schemi, poesia e cinismo, tanta ironia e tanti morti ammazzati. . .  sono tra le delizie che accomunano i film di Sergio Leone e i fumetti di Sergio Toppi, in particolare quelli della serie Il Collezionista.

In questa vignetta poi è citato un compaesano, il generale Giuseppe Arimondi, a cui a Savigliano (CN) è dedicato un monumento sulla piazza centrale, spesso oggetto di trovate umoristiche. Dal suo nome derivano anche i deliziosi dolcetti alla meringa, cioccolato e liquore detti "arimondini". Pare che a ricordarsi del generale con serietà sia solo un soldato impazzito dopo la Battaglia di Adua, 1896, caritatevolmente caricato sull'asinello dal Collezionista in cerca di un mitico obelisco da aggiungere alla sua raccolta di pezzi unici semi-mitologici.

mercoledì 29 giugno 2016

Un dubbio felicemente risolto dalla scienza


Nella Storia del formicalione del Signor Poupart recitata nell'Accademia Reale [delle Scienze in Amsterdam] addì 30. Agosto 1704 trovava risposta, finora ohmè non bastantemente recepita dal mondo ned accademico né volgare, una quistione che per e' secoli ha arrovellato le menti de' più fini filosofi & uomini di scienzia, ovverossia: il termine "formicalione" od eziandio "formicaleone" è positivamente atto a promere la quiddità dell'Insetto (non ostante "molto rassomiglia al Ragno" siccome agutamente fa rilevare il Nostro dotto authore) cui esso si riferisce? Senza dilungarci in vane ciancie, lasciamo la parola al lodato Signor Poupart medesimo, e' quale ne illustra con irrefragabile contezza:


Per parte nostra nulla più potremmo addurre se non una bella espressione del Divin Poeta che pare venire a bella posta a confermare la felice intuizione del Nostro:

. . . . . . . . . . . . l'opere mie 
Non furon leonine, ma di volpe.
Inferno, C. XXVII, 74 & 75

lunedì 27 giugno 2016

Quando Blake poetava in piemontese

. . . 
And a pleasant
fire our souls to regale.

Tra i Canti dell'esperienza, nella poesia The Little Vagabond -- titolo ben tradotto con Il piccolo scapestrato da Roberto Rossi Testa (Feltrinelli) -- William Blake si diverte a immaginare un aggiornamento della liturgia che la rende simile a una birreria. Tra le altre allettanti offerte ci sarebbero (trad. nostra) "un piacevole focherello per rallegrarci l'anima". Ma il verbo to regale qui corrisponde esattamente al piemontese argalè, regalè, e nella forma riflessiva argalèse: sentirsi allegri e soddisfatti. Perciò si potrebbe tradurre, da una lingua celtica all'altra:
E 'n bel feu* ch'à 'n farìa prope argalè.

* pron. come in francese

Ne approfittiamo però per dare una bacchettata sulle dita al citato Rossi Testa, quando traduce The Human Abstract con "Il compendio umano". Ma nooo! Abstract significa "compendio" nell'inglese attuale, ma in Blake indica la razionalità astratta/strumentale che trasforma l'essere umano in un oggetto, in uno schiavo dei poteri forti, politici, religiosi, economici. Un ingranaggio della macchina come in Tempi moderni di Charlie Chaplin. L'Uomo ridotto a un'Astrazione.

sabato 25 giugno 2016

La Brexit, poi arriverà la United Staxit?

Come riflessione sulla Brexit, un editoriale "pre" ossia del 10 giugno (link), che appunto per questo è ancora più interessante e profetico riletto oggi.

Il Punto: Se l’America abbandona l’Ue

Parliamo di elezioni. Non di quelle amministrative in Italia; ma di quelle presidenziali negli Stati Uniti. Sta finendo in questi giorni il ciclo delle “primarie” per la scelta dei candidati, e ormai è certo che gli sfidanti saranno Donald Trump per i repubblicani e Hillary Clinton per i democratici. Salvo sconquassi – tipo incriminazioni giudiziarie – che da qui alla data delle elezioni (8 novembre) mettano fuori gioco uno dei due. Queste elezioni ci riguardano? Ufficialmente no. Ogni Paese è sovrano in casa sua; noi in casa nostra e gli americani in casa loro. Però il mondo è sempre più piccolo e nel bene e nel male le scelte politiche degli americani - e non solo le loro - ricadono su di noi; anche se non possiamo farci niente. Fino a pochi decenni fa, in America il candidato più estremista (non importa se di destra o di sinistra) era destinato a una sicura sconfitta.

La gente voleva stabilità e certezze. Adesso - in America come da noi - l’elettorato tranquillo è disamorato nei confronti della politica nel suo insieme e tende a tirarsene fuori; è più facile invece attirate gli elettori con messaggi forti, dirompenti e nello stesso tempo rassicuranti (perché promettono di risolvere problemi epocali con un colpo di spada o almeno un colpo di genio). A decidere non è la maggioranza dei cittadini, ma la maggioranza di quelli che vanno a votare (circa la metà degli aventi diritto) e dunque l’impegno di ogni candidato non è conquistare il voto dei seguaci della parte avversa, bensì convincere quelli della propria parte ad uscire di casa per andare al voto.

Così accade che i toni estremistici premiano il candidato che li usa. Quindi alla fine è possibile anche che vinca Trump. Che non nasconde di non avere alcun interesse a sostenere i vecchi alleati europei, né sul piano politico né su quello economico. Ma un’Europa abbandonata a se stessa potrà sopravvivere sulla scena mondiale solo se sarà unita, coesa, pronta a decisioni rapide e valide per l’intero Vecchio Continente. Invece quel poco di Unione europea che abbiamo faticosamente messo in piedi sta scricchiolando da tutte le parti. Non è un buon segnale per il nostro futuro.

Pier Giorgio Lignani

Dove va a cacciarsi la pubblicità!


Un noto aperitivo italiano nel bel mezzo di un'invasione dallo spazio! purché non fosse lo sponsor degli alieni. . .
Dal classico di fantascienza L'Eternauta di Héctor Oesterheld e Francisco Solano López, ambientato a Buenos Aires negli anni Sessanta.

giovedì 23 giugno 2016

Piccole sculture concrescono

Creta proveniente da Sansepolcro, la patria di Piero della Francesca. Torso simil-reperto archeologico "di una cultura finora sconosciuta, forse un idolo", altezza circa 25 cm. Lavorazione qui al secondo stadio: una prima lisciatura & rifinitura finché la creta è allo stato malleabile. Seguirà ulteriore rifinitura quando avrà consistenza simile a cuoio. Più avanti ancora, la coloritura ecc.



Nell'attesa, si è cominciato a lavorare al primo abbozzo di una seconda scultura, più o meno della stessa altezza, sfruttando in maniera diversa i "colombini" (cilindretti). Magari gli verranno aggiunte grandi ali membranose, sì, giusto per restare in atmosfere lovecraftiane:


Cartolina / 4

(Dante, Purgatorio 8)

Where no wall
defends the dale
a snake sneaked
maybe the same
who handed Hawwah
the poisonous pome.
On weeds 'n' flowers
the ominous ophidian
came closer while
looking periscope-like
and licking her livery.
Having not seen how
I cannot recount
how the heavenly
peregrins proceeded
I anyway paid attention
to the blurs of both.
Sensing the atmosphere
perturbed by their
green-yellow wings
the reptilian retreated,
the angels nosed up
back to the Base.

lunedì 20 giugno 2016

Scorrettezza politica d'autore

William Blake, To the Deists


He never can be a Friend to the Human Race who is the Preacher of Natural Morality or Natural Religion. he is a flatterer who means to betray, to perpetuate Tyrant Pride & the Laws of that Babylon which he foresees shall shortly be destroyed, with the Spiritual and not the Natural Sword: He is in the State named Rahab: which State must be put off before he can be the Friend of Man.

You O Deists profess yourselves the Enemies of Christianity: and you are so: you are also the Enemies of the Human Race & of Universal Nature. Man is born a Spectre or Satan & is altogether an Evil, & requires a New Selfhood continually & must continually be changed into his direct Contrary. But your Greek Philosophy (which is a remnant of Druidism) teaches that Man is Righteous in his Vegetated Spectre: an Opinion of fatal & accursed consequence to Man, as the Ancients saw plainly by Revelation to the intire abrogation of Experimental Theory. and many believed what they saw, and Prophecied of Jesus.

Man must & will have Some Religion; if he has not the Religion of Jesus, he will have the Religion of Satan, & will erect the Synagogue of Satan. calling the Prince of this World, God; and destroying all who do not worship Satan under the Name of God. Will any one say: Where are those who worship Satan under the Name of God! Where are they? Listen! Every Religion that Preaches Vengeance for Sins the Religion of the Enemy & Avenger; and not the Forgiver of Sin, and their God is Satan, Named by the Divine Name Your Religion O Deists: Deism, is the Worship of the God of this World by the means of what you call Natural Religion and Natural Philosophy, and of Natural Morality or Self-Righteousness, the Selfish Virtues of the Natural Heart. This was the Religion of the Pharisees who murderd Jesus. Deism is the same & ends in the same.

Voltaire Rousseau Gibbon Hume. charge the Spiritually Religious with Hypocrisy! but how a Monk or a Methodist either, can be a Hypocrite: I cannot concieve. We are Men of like passions with others & pretend not to be holier than others: therefore, when a Religious Man falls into Sin, he ought not to be calld a Hypocrite: this title is more properly to be given to a Player who falls into Sin; whose profession is Virtue & Morality & the making Men Self-Righteous. Foote in calling Whitefield, Hypocrite: was himself one: for Whitefield pretended not to be holier than others: but confessed his Sins before all the World; Voltaire! Rousseau! You cannot escape my charge that you are Pharisees & Hypocrites, for you are constantly talking of the Virtues of the Human Heart, and particularly of your own, that you may accuse others & especially the Religious, whose errors, you by this display of pretended Virtue, chiefly design to expose. Rousseau thought Men Good by Nature; he found them Evil & found no friend. Friendship cannot exist without Forgiveness of Sins continually. The Book written by Rousseau calld his Confessions is an apology & cloke for his sin & not a confession.

But you also charge the poor Monks & Religious with being the causes of War: while you acquit & flatter the Alexanders & Caesars, the Lewis's & Fredericks: who alone are its causes & its actors. But the Religion of Jesus, Forgiveness of Sin, can never be the cause of a War nor of a single Martyrdom.

Those who Martyr others or who cause War are Deists, but never can be Forgivers of Sin. The Glory of Christianity is, To Conquer by Forgiveness. All the Destruction therefore, Christian Europe has arisen from Deism, which is Natural Religion.

sabato 18 giugno 2016

mercoledì 15 giugno 2016

Cartolina / 3

(da W. Blake, Milton, libro II)

Si dà un Attimo al dì
che sfugge a Satana
e ai suoi Osservatori,
lo trova l'Industrioso
e lo fa fruttificare
e una volta trovato
incanta ogni Istante
(se piazzato appropriata-
mente). Quel momento
fu Ololon da Los,
unito a Enitharmon:
Ololon che planava
inosservata da oltre
le Valve dell'universo
a meridione con Milton.
Nell'attimo esatto
che i primi profumi
s'allargano nell'aria
anzitutto dal Timo,
da un sasso una Sorgente
chiara fa due correnti
una giù a Golgonooza
e di là per Beulah
entrando in Eden
a ovest al di sotto
del limitare di Los,
l'altra attraverso
il Vuoto ventoso
e le Chiese cristiane
quindi riconvergendo
a Golgonooza oltre
il Seggio di Satana.
Il Timo selvatico
è l'Inviato di Los
in Eden: demone
terribile mortale
virale il suo arrivo
nelle brume d'Ulro
ecco perché appare
come una innocua
radice nei prati
e sulla Roccia profumata
mette un mantello
di porpora preziosa
sotto la Sorgente
più su rispetto al
giaciglio dell'Allodola
già, a Golgonooza.

lunedì 13 giugno 2016

Wilbur Whateley ritratto da Gustav Klimt


Liberamente tratto dall'Orrore di Dunwich di HP Lovecraft
Combinazione di due pattern digitali di Selkis del Magico Trio

sabato 11 giugno 2016

Onore al curatore: Sunand Tryambak Joshi


Un autore che non si rilegge mai abbastanza è l'immenso Lovecraft. Questa pratica antologia della Penguin Books, reperibile anche in Italia, ha un ricchissimo e gustoso apparato di note curate da uno dei massimi esperti mondiali, originario dell'India, alla faccia delle accuse di razzismo -- non del tutto infondate -- spesso mosse a Lovecraft. La scelta* non bada tanto a mettere insieme i racconti "più fighi" ma piuttosto quelli che consentono di seguire da vicino le vicende biografiche e le idee dello scrittore di Providence.

Quello che emerge è soprattutto il Lovecraft sociologo, capace di descrivere in maniera geniale, anzi profetica, le varie forme di disagio (fisico, psichico, relazionale) sia dei "poveri" che dei "ricchi" nella società contemporanea.

* Dagon, The Statement of Randolph Carter, Facts Concerning the Late Arthur Jermyn. . ., Celephaïs, Nyarlathotep, The Picture in the House, The Outsider, Herbert West - Reanimator, The Hound, The Rats in the Walls, The Festival, He, Cool Air, The Call of Cthulhu, The Colour Out of Space, The Whisperer in Darkness, The Shadow Over Innsmouth, The Haunter of the Dark.

Hanno fatto la Storia #11

Baron Same-di Munchausen

Nessuno lo prendeva sul serio, ma lui visse orripilanti avventure da incubo, visitò perfino i regni della Morte.

giovedì 9 giugno 2016

Corso di ceramica: oggi si comincia!


Da questo signore qui
autore di manufatti "non provinciali", tipo:

(As)saggi(ni): La Belle Époque e la bestia nera


Autore italiano tra i più controversi del Novecento, nel 1911 all'età di 30 anni Giovanni Papini pubblicò questo "saggio" (seppure contro la saggezza comune) in cui si divertiva a capovolgere i capisaldi della scienza, della morale, della filosofia e della religione, esaminando e difendendo l'opposto dei loro assunti base. Un'operazione per certi versi affine a Nietzsche, ma con differenze che lo stesso Papini mette in chiaro, soprattutto il fatto di "non annunciare nessun redentore, neppure il superuomo".

Mancavano ancora dieci anni alla sua Storia di Cristo, tornata in auge qualche anno fa quando fu pubblicamente lodata da papa Benedetto XVI, con strascico di polemiche a causa delle affermazioni antisemite contenute nel libro. Qui però ne L'altra metà Papini dà sì una stoccata agli ebrei, ma prende a manganellate tutti gli altri, per cui si mette in paro. E soprattutto il libro, pubblicato in piena Belle Époque, dovette fare l'effetto di una gara di kick boxing in una cristalleria.

In un universo -- scrive l'autore -- in cui dominano il nulla, il diverso e l'impossibile, non possiamo aggrapparci ad altro che a ignoranza, errore e pazzia, dedicandoci al non-fare, al male e all'inutile. Come se ne esce? Senza voler togliere il gusto della lettura, si può accennare al fatto che la 'soluzione' proposta da Papini è abbastanza affine a quella prospettata un trentennio dopo da Camus nel Mito di Sisifo.

Dopodiché... Papini diventò bigotto? Fino a un certo punto, se il suo ultimo saggio fu Il diavolo (1953) in cui riteneva possibile la redenzione finale perfino dell'Arcinemico.

martedì 7 giugno 2016

(As)saggi(ni): La fantascienza hard di Dino Buzzati


Genio al 90% non compreso -- a volte perfino da se stesso -- Dino Buzzati nel 1960 scrive un romanzo d'amore per un concorso lanciato da una rivista: Il grande ritratto. Lui stesso in seguito ne parlerà quasi scusandosi, e invece è un autentico capolavoro, agile, potente, senza fronzoli, e che allo stesso tempo riesce a riassumere tutte le tematiche della sua carriera, dall'inquietante fortezza del Deserto dei Tartari (1940) al contemporaneo, scandaloso romanzo Un amore (scritto nel 1959, pubblicato nel '63) fino al mito di Orfeo che starà al centro di Poema a fumetti (1969; vignetta qui sopra, nella versione inglese).

Il grande ritratto è una storia d'amore in chiave fantascientifica, e che fantascienza! Siamo ancora parecchi anni prima della liberazione sessuale, specie in Italia, ma qui il serioso giornalista del Corsera spazia già dal cyber-porno, pur castigato nel linguaggio, a una clamorosa anticipazione dell'HAL 9000 di 2001 - Odissea nello spazio. E tu chiamala, se vuoi, "opera minore".

lunedì 6 giugno 2016

Cartolina / 2

(Ovidio, Tristia 3.10)

O vi ricordate Ovidio
lì un nudo nome?
Sotto la stella polare
bazzico i barbari
Sarmati e Geti
indegna decadenza!
Il Danubio ci difende
finché fa sole ma
poi viene l’inverno
e sbianca il suolo
e Borea s’abbatte
su genti congelate
cade neve che non
scioglierà il sole
scende senza sosta
durerà due anni,
un vento violento
atterra i torrioni.
S’indossano pelli
che vedi solo i visi
i capelli scricchiolano
le barbe baluginano
il vino vetrifica
si trinca a dadini,
i fiumi si fermano
sono di Lego i laghi
enorme come il Nilo
alla foce favolosa
il Danubio s’indurisce
e serpeggia di sotto
lo si passa a piedi
o volendo a cavallo
prendendolo per un ponte
vi transitano i tori.
Sembrano storielle?
A che pro? Proprio io
ho ammirato l’acqua
scorrere sottovetro
c’ho perfino passeggiato
a suole asciutte
(Leandro, a languire qui
non morivi in mare).
I tursiopi faticano
a ricuperare aria
Borea sibila e spazza
senza ottenere onde
le barche si bloccano
remare? ridicolo
i pesci prigionieri
talvolta da vivi.
E adesso che l’acqua
del fiume e della foce
è ghiaccio granitico
irrompono invasori
sagittari in sella
e travolgono tutto
scappano i contadini
i predoni si pigliano
animali e attrezzi
peculio di poveracci
disperati deportati
lontano dai Lari
ma tanti trafitti
da armi avvelenate,
i rari rimasugli
li si brucia in blocco.
Paci precarissime
immobilizzano le imprese
che sia presente o assente
l’Altro ci atrofizza.
Una visione le viti
e le botti di Barolo
fin la frutta manca
(addio Aconzio!)
praterie senza piante
turisti tanto meno.
Dall’immenso mondo
benvenuti in questo buco.

sabato 4 giugno 2016

Hanno fatto la Storia #10

Miltonnerres!

Il poeta che sbalordì il mondo con la sua ardita reinterpretazione della Genesi. Fulminante.

venerdì 3 giugno 2016

(As)saggi(ni): La facitoria degli animali



Un istruttivo Esopo visuale si possono definire "I libri di Sebastiano Ranchetti" (in specie da Animali e opposti, ma c'è anche Animali a colori, Conta gli animali, Forme e animali), editore Jaca Book. Gli accostamenti sono spesso arguti. Ad esempio in questo caso non è solo questione di diurno e notturno, ma da una parte c'è un uccello che ha disimparato a volare, e dall'altra un mammifero che ha imparato a farlo.

"Grande e piccolo" si fronteggiano l'elefante e il topolino, che secondo la leggenda sono opposti tra loro anche perché il primo avrebbe paura del secondo. "Alto" contro "basso", la giraffa e il bassotto, ma si sottolinea anche la distinzione tra selezione naturale e selezione artificiale. "Lungo e corto" sono la vipera e il riccio, ma non è solo una differenza di taglia: stanno su fronti opposti in quanto i ricci uccidono le vipere. Il caso "lento e veloce" è rappresentato dalla tartaruga e dalla lepre, cfr. la nota favola. Come "solitario / sociale" compaiono lo sciacallo e i suricati; ma appunto, gli animaletti che fanno vita sociale adottano tale comportamento anche per difendersi dai predatori. Un esempio particolare è l'opposizione "chiaro / scuro" con un lupo (bianco) e un corvo, che però sono fortemente accomunati dal fatto di essere entrambi vittima di pregiudizi.

giovedì 2 giugno 2016

Cartolina

(Ovidio, Tristia 3.8)
Imiterei Trittòlemo
agricoltore aereo
imiterei Medea
decollando su draghi
m’attaccherei le ali
di Dedalo o Perseo,
dall’aria ammirerei
romanticamente Roma
le mura gli amici
la coniuge cara.
Stupido sognatore
di vani eventi,
ma adora Augusto
con riti propizi: lui
regalerà remiganti
procurerà il pass.
Pretendo troppo
auspico l’assurdo?
Se l’ira si sgonfia
allora sì osa,
per intanto però
concedesse uno sconto…
clima claustrofobico
che ti fotte le forze
la mente è malata
e peggio il paesaggio
il sonno è scarso
si mangia male
ho il colorito ocra di
un albero d’autunno
mi sollevo a stento
dolori dovunque
altrettanto la testa
psicosomaticamente.
Vedo nella veglia
il demone del Destino
la barbarie becera
chi ero ieri, chi sono
e chiedo di crepare
di spada non di spleen.
Augusto non m’ammazza?
Mi trasferisca altrove.

mercoledì 1 giugno 2016

Hanno fatto la Storia #9

Argantua

Gigantesco guerriero saraceno, terrore dei crociati e dei teologi della Sorbona.