domenica 17 aprile 2016

Fermate il veicolo, voglio scendere!

in collaborazione con Paolo Sacchi e Selkis

Dopo meno di un millennio e mezzo, arriva in Italia (info) la prima traduzione diretta dal cinese del più importante testo sacro del buddhismo mahayana, il "Discorso di risveglio alla fede secondo il veicolo universale", Dasheng qixin lun. Traduttore è Mauricio Yushin Marassi, italo-argentino che, a dire la verità, per il cinese si è aiutato seguendo le traduzioni giapponesi dell'opera, un po' come guardare un film cecoslovacco con i sottotitoli in tedesco.

Il Discorso ecc., della lunghezza all'incirca del Vangelo secondo Marco, è un super-condensato di insegnamenti di vita vissuta, commentato e ricommentato nei secoli, fino alla nausea, da autori buddhisti di un po' tutte le scuole in Cina, Giappone e Corea. Ma soprattutto, "non vi sia inganno!" come ripeteva spesso Shakyamuni. Perché qui resta tutto da vedere che cosa significhino parole apparentemente ovvie come "universale" o "risveglio" -- non illuminazione -- e tanto peggio "fede". Volendo si potrebbe mettere in dubbio anche il termine "discorso", trattandosi di un trattato.

Ma, in somma, 'sto benedetto libro che è? Un buon amico che ti racconta i casi suoi, ti tiene una lezioncina di storia, ti insegna a stare seduto con la schiena dritta come dio comanda, ti apre squarci sui misteri dell'universo, ti consola, ti irrita, ti guida, ti fuorvia, ti propina elenchi e distinzioni infinite di cose che non esistono, ti fa l'elettroencefalogramma, e alla fine ti incoraggia dicendo che con un po' di pazienza entro qualche miliardo di anni (senza reincarnarti eh) "potresti farcela".

. . .  e se un figlio o una figlia di buona famiglia comprendesse anche solo un versetto di quattro righe [...] di questo modo di procedere nel dharma e lo imparasse a memoria, lo recitasse, lo studiasse e lo chiarisse dettagliatamente agli altri, in grazia di ciò costui produrrebbe una grandissima, incalcolabile, infinita quantità di merito. E come lo dovrebbe spiegare? Non spiegando. Per questo si dice "spiegare".
Sutra del diamante, 32