sabato 12 marzo 2016

La Lupadraga e Clory 8, 19-42

Trenta metri di massa   metallica
con membra e mente   d'uomo.
Calpestava case,   acciuffava a caso
chi capitava,   lo uccideva,
spolpava le ossa,   il sangue lo beveva.
Occhi, opercoli, cavo   orale da piranha.
Senza bisogno di sentire   le suppliche
che le genti aggredite   gridavano alle Madri,
il trio intervenne   all'attacco.
«Guarda guarda   che gradita sorpresa»
le accolse allegro   l'arcinemico.
La draghessa indovinò:   «Di nuovo tu!»
«In parte, indirettamente»   ironizzò.
«La sede scientifica   sotterranea
era roba realizzata   ad arte.
Dopo distrutti,   i dispositivi,
arrangiandosi, hanno   applicato ancora
le procedure di produzione   di Penisdragon;
lui era liquidato,   ma lavorando
sui cadaveri di coloro   che uccidesti,
mostro, e sui metalli   ammassati,
riciclando rifiuti   da record,
all'ultimo ne uscirono   gli upyr
e, meraviglia delle meraviglie,   me.

Ma. . . »