sabato 6 febbraio 2016

La Lupadraga e Clory 7, 23-45

Un dì decollarono   in direzione iCity.
La decaduta Capitale   era diventata
nel giro di giorni   una gigantesca
cava di cemento   a cielo aperto:
l'ex-materiale edile  era in grado
di fornire fibre   flessibili grazie
a un processo provato   da Penisdragon
in altri anni   per tutt'altri fini.
Il trio atterrò   in testa
ai ruderi che restavano   della Radio.
Fattucchiera e figlia   si fecero
largo tra i lastroni,   alla fine
accovacciandosi a godersi   l'aria.
La Lupadraga   restò librata
di sopra, che pareva   un padiglione.
«Là! Là!   Eccole!» tuonò
qualcuno a circa   cento metri.
«Le Tre Madri,   tremende e soavi!»
«Due sole, a essere   esatti» tentò
di celiare Clory,   colta alla sprovvista;
si sentiva un sorcio   senza l'armatura.
«Magari menzionare   la Mashiacah
controbatté burlescamente   Beastrix.

Un pugno (...)