martedì 5 gennaio 2016

Colpacci: l'altra metà di Escher


Trovato su una bancarella a Torino Porta Nuova, questo volume del 1978 deriva dal catalogo ufficiale della Fondazione Escher. Contiene tutte le stampe della maturità dell'artista olandese, cioè dal 1937 in poi, e soprattutto una vasta selezione di quelle precedenti, molte delle quali non si vedono mai in giro. Gli editori infatti si sono lasciati troppo fuorviare dal giudizio liquidatorio che Escher stesso dava alla propria produzione giovanile. Ma mentiva sapendo di mentire, perché anche le sue prime stampe sono magnifiche, e infatti erano molto apprezzate; contengono molte chiavi di lettura fondamentali, che torneranno nelle opere successive. In estrema sintesi, ammirando per esteso la produzione di Escher si comprende meglio che i suoi non erano tanto problemi "geometrici" quanto vitali: il mistero affascinante e tremendo dell'esistenza, l'eterno fluire delle cose, l'aggressività inscritta nella Natura, la Morte.

Escher visse lunghi anni in Italia, e ci sarebbe rimasto magari per sempre, ma nel 1935 dovette tornarsene in patria perché -- chiaramente -- non sopportava il fascismo. La capacità del nostro Paese di valorizzare la cultura si vedeva già allora... D'altro lato, fu proprio il ritorno nella "piatta" Olanda a fargli perdere l'interesse per i paesaggi e a far balzare in primo piano la passione per la matematica che lo avrebbe reso celebre in tutto il mondo.