venerdì 13 novembre 2015

Onorissimo alla traduttrice: Ludovica Koch


Quest'edizione del Beowulf è un capolavoro da qualunque parte la si giri: traduzione, note, apparato critico... oltre ovviamente al testo in sé. Pur essendo il più antico poema anglosassone rimasto (scritto più o meno all'epoca di Carlomagno), già fa dell'ironia sui luoghi comuni del genere. Vedi la scena in cui Beowulf riceve con tutti i crismi una spada 'speciale' per combattere la "Lupa del lago", e poi quella spada non gli serve a niente, e in compenso ne trova una adatta direttamente lì sul posto. Lo humour comunque nulla toglie all'eroismo del protagonista, che è un Conan steroidizzato -- beowulf significa "lupo delle api" cioè orso -- praticamente l'incredibile Hulk ma raffinato, un po' come il dottor Leonard Samson. Su tutto poi è soffuso un velo di malinconia per il trascorrere e svanire delle cose, fusione tra la visione dell'esistenza nelle culture nordiche e la spiritualità monastica cristiana.

Beowulf ha fornito i materiali di base per i capolavori di Tolkien. Interessante notare che il poema ha un purtroppo ignoto equivalente italiano: la tragedia teatrale in versi Il re Torrismondo di Torquato Tasso, ambientata nella stessa area geografica, la Scandinavia, e nella stessa epoca. Qui non ci sono orchi e draghi ma... peggio, le più oscure passioni umane, in un clima decisamente shakespeariano (il Torrismondo fu scritto negli stessi anni di Romeo and Juliet).