domenica 6 settembre 2015

La Lupadraga e Clory 2, 61-80

Quando credette   che cadaveri e macerie
ne aveva abbastanza,   l'aggressora
fece dietro-front   e filò via.
Radar mai rilevò   rapidità tale,
poi la persero   dopo pochi secondi.
Clory cercava   di capire cosa provava:
disgusto, delizia,   dolore, dubbio?
Felice della ferocia?   Forse sì.
Piuttosto provava,   paradossalmente,
sempre più la sensazione   di sicurezza,
immersa all'interno   dell'ingoiatrice;
la stessa sensazione   che stava provando,
forse, il feto   che lei fasciava in sé.
Paradossalmente le pareva   perfino
di essere dall'eternità   lì dentro.
Non avvertiva alcuna   avversità
per quella creatura   capace di stragi. . .
era la donna dentro   la draghessa,
o quest'ultima usciva   dagli umori di lei?
(Si produceva prima   il pollo o l'uovo?)

Tornate (...)