giovedì 24 settembre 2015

(As)saggi(ni): Mari politicamente scorretti


Esploratore, filmmaker e scrittore, Folco Quilici raccoglie in questo libro una serie di sue avventure à la Indiana Jones tra Africa centro-settentrionale e Polinesia nella prima metà degli anni Sessanta. I racconti hanno la ricchezza di dettagli e, allo stesso tempo, la rapidità delle immagini in presa diretta. Opere come queste offrono la versione aggiornata di un filone letterario antichissimo, riportato in auge dalle esplorazioni rinascimentali e destinato ad avere un enorme successo fino all'Ottocento. Una lettura frizzante, esaltante, perfino terapeutica contro gli eccessi di metaletteratura.

E però, un paio di punti problematici. Anzitutto Quilici, di fronte a qualunque animale straordinario, ha come unica reazione quello di volerlo ammazzare. In secondo luogo, non dà nessun peso alla situazione politica delle terre che visita -- e siamo nei politicizzatissimi e contestatori anni Sessanta. Nessuno pretende che l'esploratore imbracci il fucile subacqueo e lo usi per la lotta armata a favore degli indios, ma, in pieno Novecento, non si può più ridurre tutto a pittoresco folklore locale. Per non parlare di Melville, già Poe (Gordon Pym) e Verne, e perfino Camões accusavano o almeno lasciavano intravedere gli scenari di distruzione e sfruttamento dietro la "civilizzazione".