mercoledì 30 settembre 2015

Il morto

E scava scava
i Alpini ga trovà
un morto ch'era morto
zà prima de la
maledeta guera
un morto gròso
come un gigante
lungo che 'l me parèa
el fiume Isonzo
con quàtro zampe
che ne men l'elefante
i ga mèso
'na cròse.


Ringraziando +Matteo Zenatti per la consulenza linguistica.

domenica 27 settembre 2015

La Lupadraga e Clory 3, 19-38

Penisdragon si passò   pensosamente
le dita dentro   i duri capelli:
«Abbiamo inondato India,   Italia,
America, Africa,   Asia di tutti
i migliori maestri   immaginabili,
Omero, Ovidio,   Orwell, Dante,
Shakespeare, Schopenhauer,   Sade...
tutti tipograficamente   perfetti
e con belle cover   colorate.
Cos'altro andava   almanaccato
per istigare all'ideale   idiozia?»
«Andrebbe aumentato   l'acquisto
di enciclopedie elettroniche   di egittologia,
filosofia, filologia,   fitoterapia,
coinvolgendo nel commercio   crestaie,
officine, oleifici,   ortofrutta».
«Internet è imbolsito.   Invece,
servirebbe sviluppare   SixSexSax».
«Decuplichiamo docufiction,   DVVVD,
frottage, fumetti,   film a 4-D».

«Silenzio (...)

venerdì 25 settembre 2015

(As)saggi(ni): La Costituzione? Parla uno dei Padri


Giuseppe Dossetti, giurista, fu uno dei Padri della Costituzione italiana. Era classificato nella cosiddetta sinistra cosiddetta democristiana. Di lì a poco, disgustato, scelse la vita monastica, anzi quasi eremitica. Negli ultimi anni, ormai prossimo alla morte, decise di vuotare il sacco, con la serena dignità di un antico Padre della Chiesa. Uno, due, tre, vai! Contro la rinascita del fascismo in Italia (e fin qui...), contro Berlusconi (a parecchi farà piacere), contro il neoliberismo, contro la Dc perfino nei tempi 'eroici', contro l'ideologia fallimentare del Concilio Vaticano II (non spingete, ce n'è per tutti), contro il presunto umanesimo cristiano (a proposito, ci siamo quasi), contro la presenza in sé del Vaticano sul suolo italiano, anche a prescindere da qualunque episodio di corruzione. E la Costituzione della Repubblica? Tanti bei valori nella prima parte, prontamente neutralizzati nella seconda, con un sistema bicamerale -- parola sua -- "pazzesco", fatto apposta per NON permettere al Paese di funzionare e così tenerlo al guinzaglio delle grandi potenze, all'epoca Usa e Urss. Lo stesso coraggio ce l'ha avuto solo un'altra persona, Pier Paolo Pasolini, e lo hanno ammazzato a bastonate.

giovedì 24 settembre 2015

(As)saggi(ni): Mari politicamente scorretti


Esploratore, filmmaker e scrittore, Folco Quilici raccoglie in questo libro una serie di sue avventure à la Indiana Jones tra Africa centro-settentrionale e Polinesia nella prima metà degli anni Sessanta. I racconti hanno la ricchezza di dettagli e, allo stesso tempo, la rapidità delle immagini in presa diretta. Opere come queste offrono la versione aggiornata di un filone letterario antichissimo, riportato in auge dalle esplorazioni rinascimentali e destinato ad avere un enorme successo fino all'Ottocento. Una lettura frizzante, esaltante, perfino terapeutica contro gli eccessi di metaletteratura.

E però, un paio di punti problematici. Anzitutto Quilici, di fronte a qualunque animale straordinario, ha come unica reazione quello di volerlo ammazzare. In secondo luogo, non dà nessun peso alla situazione politica delle terre che visita -- e siamo nei politicizzatissimi e contestatori anni Sessanta. Nessuno pretende che l'esploratore imbracci il fucile subacqueo e lo usi per la lotta armata a favore degli indios, ma, in pieno Novecento, non si può più ridurre tutto a pittoresco folklore locale. Per non parlare di Melville, già Poe (Gordon Pym) e Verne, e perfino Camões accusavano o almeno lasciavano intravedere gli scenari di distruzione e sfruttamento dietro la "civilizzazione".

mercoledì 23 settembre 2015

Sancto Lucìo

Iesu delle
montagne belle
c'è una chiesetta
stretta stretta
là nella valle
di lingua d'oc
di lingua d'oca
santo Signor
di nero bosco*
santo Signor
Ercol al rogo
ora pro nobis.

[vai]

* piemontesismo: "legno"

domenica 20 settembre 2015

La Lupadraga e Clory 3, 1-18

3. Intanto


Intanto all'interno   dell'impenetrabile
bunker da basso   del building della Lega
era in corso un concitato   Cda.
Parlava il presidente   Penisdragon.
«Maledetta maiala»   malediceva,
«puttana, porca,   e più stronzi noi.
Da fessi, fidarsi   di una fattucchiera.
Appena la prendo,   la piglio a calci
e bastonate nel bassoventre   finché basta.
Nel mentre, il mostro   del mio [censura]
aleggia allegramente   sull'area X.
Situazione dei segnali   dalle sonde?»
«Poche prospettive,   Presidente.
S'è intanto individuata   l'interferenza
che disturba i dati   sul drago».
«E sarebbe?» s'informò   il superuomo.
«Eccesso di emissioni   emotivamente
positive. Il popolo   produce anticorpi».

sabato 19 settembre 2015

(As)saggi(ni): Mostro e fossile sarà lei!


Cominciata nel Cinquecento, la mania del collezionismo naturalistico si protrasse fino all'Ottocento. I criteri di classificazione e di esposizione mutarono nel tempo, ma senza perdere quel senso del meraviglioso che era la cifra del Rinascimento. Qui sopra, una raccolta di saggi del 1982 dedicata a una storica collezione marchigiana. Il titolo è completamente fuorviante: tra le migliaia di esemplari raccolti da Luigi Paolucci (1849-1935) c'erano piante e animali originari del posto e in qualche caso arrivati dall'estero, un certo numero di fossili, e una manciata di "mostri" ossia animali geneticamente aberranti. Anche le amadriadi di copertina c'entrano come i cavoli a merenda. Tra i testi contenuti nel volume, interessantissimo il saggio L'alfabeto della Natura di Giorgio Mangani sullo sviluppo parallelo tra teorie evoluzionistiche e teorie linguistiche nel XIX secolo.

Il quale Mangani, come risulta da un biglietto da visita rimasto tra le pagine, fu il primo donatore di questa copia. Poi pervenuta fin qui tramite la libreria antiquaria Nuova Atlantide.

mercoledì 16 settembre 2015

La barca

Oi della barca
oi della barca
traghettator
con due mantelli
di qua e di là
con due mantelli
neri e blu
e colla capa
sulle spalle
colla capa
ciara ciara
pittata ndré
alle spalle.


N.B. l'impasto linguistico (da Dante, Inferno 3, 25)

lunedì 14 settembre 2015

(As)saggi(ni): Cannibali di se stessi




Capita spesso che un'opera di un autore cannibalizzi tutte le altre dello stesso autore. Già con Dante, leggere solo la Divina Commedia è fuorviante perché alcune idee decisive le ha espresse solo nel Convivio. C'è gente che di Dino Buzzati conosce a malapena Il deserto dei Tartari, e moltissimi ignorano gli straordinari Racconti di Primo Levi. Peggio con un autore come Herman Melville, il cui (postumo e tardivo) successo di Moby Dick ha praticamente azzerato tutto il resto della sua vasta produzione.

Eppure a dare a Melville una fuggevolissima gloria "eterna", in vita, fu il romanzo Typee. Che merita ancora di essere letto e meditato, e non solo per la nettissima denuncia della colonizzazione europea dei Mari del Sud. Typee è un'opera sorprendentemente colta e matura per essere frutto di un autore allora solo 27enne. Come in Moby Dick, la storia parte con l'avventura, prosegue con approfondimenti "enciclopedici" uniti ad attualizzazioni, e si conclude con l'avventura. Come in Moby Dick, si mischiano autobiografia, rielaborazioni di fonti altrui e rivisitazioni dei Grandi, da Omero in poi.

La rivelazione finale (cap. 32) è l'opposto della Pasqua di risurrezione. In Typee il pittoresco iniziale scivola progressivamente nei grandi temi dell'esistenza: il Sacro, il sesso, la morte, lasciando aperte molte domande, e in particolare una: "Perché?".

domenica 13 settembre 2015

Onore alla traduttrice: Maria Gallone


Meglio della traduzione di Elio Vittorini (ammesso che fosse sua, visto che spesso e volentieri Vittorini se le faceva fare da altri).

La Lupadraga e Clory 2, 81-105

Tornate nella tana   sotto il fiume,
la Lupa si allungò   in un luogo riparato
e diede dolcemente,   delicatamente
al mondo la madre   umana che ospitava.
Clory si concesse   qualche istante
di pigro piacere   nella placenta,
poi si pose   in piedi nella grotta.
Ovunque, un'overdose   di oro, platino,
argento, acciaio,   adamantium, corallo.
«Così, capisci   cosa cercano da me?»
disse la draghessa.   La donna era basita.
«Guarda. Laggiù   giace uno specchio».
Spinta da chissà quale   presentimento,
Clory si accostò   e colse l'oggetto.
Si specchiò.   Le sfuggì un grido... e lo specchio.
La sua faccia, trasformata.   Fresca, bellissima.
La ex-strega si mise   a singhiozzare.
«Smettila, sciocchina»   scherzò la Lupadraga.
«Se sposti lo sguardo,   scorgerai
l'armatura che avevi   all'inizio».
Appoggiata alla parete,   era proprio quella,
ali angeliche   e maschera da strix,
ma completamente candida,   decorata d'oro.
Sopra i sandaletti   splendeva la spada.

3. Intanto (...)

giovedì 10 settembre 2015

Quando arriva una soddisfazione... prendila!





Dall'editore della Guida alla Terra Santa, in corso di traduzione dal tedesco (invio in redazione un paio di capitoli per volta per velocizzare correzione e impaginazione, essendo circa 800 pagine): "Complimenti perché sta facendo un lavoro davvero straordinario".

mercoledì 9 settembre 2015

Tolkien

Laudato si'
mi' Signore
per frate elfo
et ellu è bellu
et iocundo
et robustoso
et forte
et allumini
noi per lui.

domenica 6 settembre 2015

La Lupadraga e Clory 2, 61-80

Quando credette   che cadaveri e macerie
ne aveva abbastanza,   l'aggressora
fece dietro-front   e filò via.
Radar mai rilevò   rapidità tale,
poi la persero   dopo pochi secondi.
Clory cercava   di capire cosa provava:
disgusto, delizia,   dolore, dubbio?
Felice della ferocia?   Forse sì.
Piuttosto provava,   paradossalmente,
sempre più la sensazione   di sicurezza,
immersa all'interno   dell'ingoiatrice;
la stessa sensazione   che stava provando,
forse, il feto   che lei fasciava in sé.
Paradossalmente le pareva   perfino
di essere dall'eternità   lì dentro.
Non avvertiva alcuna   avversità
per quella creatura   capace di stragi. . .
era la donna dentro   la draghessa,
o quest'ultima usciva   dagli umori di lei?
(Si produceva prima   il pollo o l'uovo?)

Tornate (...)

mercoledì 2 settembre 2015

Il dono

Pandora, dimmi
          occhi di oro
          bocca di berillio
          capelli di crisolito
          seno di seta
          cuore di coltan
          dita digitali
          anche d'argento
          fiore fucsia
Pandora dimmi
fin d'ora dimmi
che l'amor è giga
giga.