giovedì 21 settembre 2017

via C.

Al festival di fine
stagione estiva in via
ex-equivoca
un tale al tavolo
si sgola e sgrana
rosari di richiami
mosso a smerciare il
libro suo ultimo sulla
Turchia «che tira!?
Macché! Per miracolo
due copie» chissadove
e ride e per intermezzo
costringe la chitarra a
strofe smozzicate

mercoledì 20 settembre 2017

SINDROMI /// 04


Libertà  Schiavitù di tipo nuovo.

Potere  Impossibilità di prendere decisioni.

Papa  Il rappresentante di Dio in terra esorta a essere umili.

William Blake  Integralista cristiano passato alla Storia come New Age.

Eva  Unica donna dell'unico uomo. Passata alla Storia come puttana.

sabato 16 settembre 2017

Il primo video del Magico Trio su YouTube megliotardichemai


m***

Anthropos, anche troppo
sei signore del cosmo
custode del creato
demiurgo hindu-
striale scienziato
post-barocco brocco
socio dello stormo
di Gionata Gabbiano
ingozzi zuccheri utili
a volare e non voli
adunator della merda
chinandoti, del cane

giovedì 14 settembre 2017

Diario di un correttore di bozze: 14 settembre 2017

It was the lark, the herald of the mom. . .
"Era l'allodola, annunciatrice della mamma" sussurra teneramente Romeo a Giulietta. Ma era ovviamente of the morn, "del mattino".

mercoledì 13 settembre 2017

SINDROMI /// 03


E. T. A. Hoffmann  Giudice onesto e garantista, passato alla Storia (forse per questo) come esponente del «bizzarro».

Medioevo  Volevano soldi, sesso e potere. Passati alla Storia come oscurantisti o come santerellini.

Nietzsche  Accusato di essere nazista perché gli piaceva il Rinascimento.

Lavinia  Ha più personalità in pochi versi di Dante che in tutta l'Eneide.

Paradiso  Dove sei tu senza i tuoi difetti. Quindi non sei tu.

lunedì 11 settembre 2017

Diario di un correttore di bozze: 11 settembre 2017

i santuari marinai
. . .  dove si fanno di quelle promesse!

via A. V.

Cute cacao ha la
profuga parafarmacista
la vedi a volte
al bar coi barbari
anziani autoctoni
fossili suprematisti
Ma troppe restano
giù saracinesche
marciapiedi morti
le cui scaglie somigliano
all'agonia di Glaurung
sviscerato velenoso

sabato 9 settembre 2017

Il lato oscuro della letteratura italiana


Diodata Saluzzo Roero, Il castello di Binasco. Novella dell'anno 1418, pubblicata nel 1819. Al di là del linguaggio medievaleggiante di maniera, l'autrice possiede una vera finezza quando scrive nel proprio stile. "Vissi all'abbandono: da gran tempo per me tutto è silenzio e dolore". Qua e là affiorano, seminascosti, precoci temi risorgimentali (siamo all'indomani del Congresso di Vienna): "L'Italia dà ora la prova che puossi avere invincibile la spada ed effeminato il petto dalla straniera dominazione".

Cesare Balbo, Margherita, 1829. Dove il vero orrore sono le convenzioni sociali, descritte con ferocia, humour, intelligenza. Le citazioni da Poe, alla fin fine, non aggiungono granché. Un manifesto a favore dei diritti delle donne.

Giambattista Bazzoni, Il sotterraneo di Porta Nuova, 1832. Ambientato in un 1510 pieno di anacronismi e di 'messaggi subliminali' risorgimentali. A parte queste curiosità, la storia è sciapotta e il finale è tirato giù in modo orribile -- non nel senso che fa paura.

Domenico Ciampoli, Il Duca zoppo, 1880. Ha la vivacità e il brio di una fiaba popolare, ma allo stesso tempo elaborata con raffinatezza. Con qualche frecciata anticlericale. Morale della favola: se devi essere cattivo, siilo!

Nicola Misai, Accanto al fuoco, 1882. Ancora più interessante della vicenda in sé è la ricostruzione dell'ambiente campagnolo da cui nascevano questo genere di racconti, e del corrispondente linguaggio parlato.

Giovanni Magherini Graziani, Il diavolo, 1886. Non solo il diavolo, ma tutto il soprannaturale della tradizione contadina. Sembra un'intervista in presa diretta, con il narratore che accompagna il visitatore nei luoghi maledetti e salta di palo in frasca a seconda di cosa gli viene in mente. Bellissimo.

Emma Perodi, L'ombra del Sire di Narbona, 1893. Qui il tema intrigante, trattato con mano deliziosa, è l'Imponderabile. Dopo la battaglia di Campaldino (1289), lo spettro di un cavaliere morto sul campo chiede di essere sepolto. Già, ma come riconoscere le sue ossa in mezzo ai mucchi delle altre? E una volta trovata miracolosamente la soluzione, verranno fuori altri guai a catena... Un Medioevo raccontato da un'anziana signora a figli e nipoti, spurio e appassionante.

C. Spagnolo-Turco, Al di là, 1897. Racconto di un non-morto in prima persona, quasi anticipando The Outsider di Lovecraft (1926). Qui però l'atmosfera è tra humour "scapigliato" e malinconia. Il misterioso scrittore, poi, era un mago delle descrizioni.

Egisto Roggero, Il vecchio orologio, 1901. Un antico, immenso orologio a pendolo, dotato di una vita misteriosa, anzi di una sfuggente personalità. E appena l'enigma sembra chiarirsi, spunta una crittografia che viene lasciata alla decifrazione del lettore: bocco horzleo cirrsfeo mifslti dfzerceo ol geseds bsuupos fcids nz moz zlomz nps mzo lil zbfz hzus.

Giovanni Papini, Non voglio più essere ciò che sono, 1906. La Metamorfosi di Kafka, ma al rovescio. Il supplizio supremo è che "mi sono accorto che non posso non essere me stesso. Mi sono accorto che non potrò mai -- mai, capite? -- che non potrò mai cessare di essere me stesso. . . Chi potrà far sì ch'io non sia più io, e che mi tramuti in un altro, sì da non ricordarmi neppure di quello che son ora?".

A dissotterrare questi gioielli dimenticati è stato Giuseppe Ceddia (cur.), L'epifania dell'orrore. Novelle gotiche italiane, Stilo editrice, Bari 2017, pagg. 196, euro 14.

giovedì 7 settembre 2017

cras, bro


Un calabrone enorme
di livrea violacea
appigliato con tre
paia di arti dietro
la tenda diàfana
avorio. Morto
capovolto a testa
bassa chissà quando
suicida emissario
di Ecate. Estate

mercoledì 6 settembre 2017

SINDROMI /// 02


Edgar A. Poe  Scienziato passato alla Storia come visionario.

Oro  Più noto come «dottrina di Cristoforo Colombo per cui la Terra era rotonda».

Aztechi  Non sempre fare previsioni esatte è un bene.

Piacere  La stessa sensazione della morte e, per di più, prolungata.

Islam  Religione fatalista accusata di essere troppo attiva.

lunedì 4 settembre 2017

Poesia dal margine del mondo

Un amico dall'America ha inviato una graziosa poesia, subliminalmente elegiaca, che volentieri traduciamo.

Mack Hassler
Free Fall Hunt: Dove ci si caccia
(omaggio a Hal Clement)

Ci ritroviamo sul margine
del mondo. Là dove la notte
arriva prima. Noi viaggiamo
tra amici verso casa, tre cervi
si piazzano variegati là
sul margine, modello Mesklin.
Troppo lontani - calcoliamo -
e via. Se il presente è teso,
il passato è lieto, il soggiorno
buono. Orbita di ritorno.

We find ourselves on the edge
Of the planet. A place where night
Comes sooner. As we drive
Home with friends, three deer
Arrange themselves motley,
At the edge, nearly Mesklin.
Too long a shot we know
And move on. Tense in the present
And happy in the past, we sojourn
Well. And orbit out to return.

sabato 2 settembre 2017

Gli insegnamenti dell'Ape e della Volpe


Com'erano belli i cartoni animati dell'Ape Magà! Quanto ci facevano piangere! Storie molto più tristi della "concorrente" Ape Maia, ma anche molto più adulte e con una grafica di altissimo livello. Se poi si aggiunge che lo stesso autore, Yoshitaka Amano, ha curato il design strafantastico di Tekkaman... Bene, tra le tante cose, il maestro ha illustrato una leggenda giapponese riscritta dalla star del fumetto Neil Gaiman, e il volume è arrivato fresco fresco in Italia. (In inglese era uscito nel 1999). Uno dei più bei libri illustrati che si possano sognare. Qui la protagonista è una volpe, una volpe sciamanica che si sa trasformare in una splendida donna e sedurre, ahi ahi, un giovane e saggio monaco buddhista. Ma sarà proprio l'amore a farla imbarcare in una Mission: Impossible per salvare la vita al monaco, il quale è finito nelle mire di un perfido santone che ha messo a punto un piano insospettabile per far morire il giovane al posto suo e godersi allegramente la vita. Alla fine, in un gioco a scatole cinesi, diventa una questione di "chi salva la vita a chi" e, soprattutto, come.

Una storia triste? Dipende. "Gli eventi hanno seguito il loro corso nel modo più appropriato. Non credo che il mio tempo sia andato sprecato" commenta alla fine il Re di Tutti i Sogni della Notte.

Neil Gaiman - Yoshitaka Amano, Sandman: Cacciatori di sogni [The Dream Hunters], nella bella traduzione di Daniele Brolli, RW edizioni / DANA, Novara 2017, pagg. 132, euro 15,90

Omaggio a Tekkaman (by ilTM + Selkis)

giovedì 31 agosto 2017

(As)saggi(ni): Pirata, gentiluomo, e kamikaze


Una vecchia edizione del romanzo di Salgari del 1901 è venuta fuori grazie all'offerta "Acquista un libro di un editore indipendente, scegline uno usato in regalo" lanciata dalla libreria Mannaggia. Non era purtroppo accreditato il nome dell'autore o autrice dell'immagine di copertina qui rielaborata (se qualcuno lo sa... batta un colpo!). Pattern digitali di Selkis. Per completezza di cronaca, il libro acquistato era la Metamorfosi di Kafka edita da Piano B, con la bella traduzione di Alessandro Miliotti e le illustrazioni visceralmente kafkiane di Nicola Console.

Sandokan è Epica allo stato puro, rafforzata nell'episodio Le Tigri di Mompracem dal fatto che "in teoria" si tratta della fine della carriera del pirata, in un mix convulso di amore (per Marianna) e battaglie apocalittiche (la distruzione di Mompracem). La fisicità muscolare del protagonista, la sua psicologia quasi animalesca si intrecciano a raffinati rimandi alla letteratura classica -- la forza trascinante del Destino -- e rinascimentale, con quei valori cavallereschi e quei dialoghi e monologhi in stile teatrale. Oggi, poi, fa impressione scoprire che questo combattente antioccidentale disposto ad azioni kamikaze era musulmano. Come ricorda Umberto Eco nella Misteriosa fiamma della regina Loana, i bambini italiani dell'epoca fascista crescevano con la propaganda suprematista da una parte, e le avventure di Sandokan dall'altra, dove i cattivi erano i bianchi e il campione era un indigeno di pelle scura, a cui gli europei avevano massacrato il popolo e usurpato il regno. I piccoli dittatori passano, la Tigre della Malesia resta. "Sandokan! Sandokan! Dammi forza, ogni giorno, ogni notte coraggio verrà!"

mercoledì 30 agosto 2017

SINDROMI /// 01


Thénardier  Ecco perché a farmi paura sono i "buoni", non i "cattivi".

Dante  Europeista passato alla Storia come padre della nazione italiana.

Torquato Tasso  Nevrotico, sperimentatore, gay, passato alla Storia come bigotto.

Giovan Battista Marino  Gli unici a capirlo sono stati i suoi nemici.

Informazione  Propaganda fatta meglio.

venerdì 11 agosto 2017

L'amore non ha Età


Dopo I figli di Húrin, qualcuno un giorno dovrà scrivere un'altra epica saga: Il figlio di Tolkien, ossia Christopher, che alla veneranda età di 93 anni ha completato un nuovo frammento dell'immensa opera postuma del padre. La storia di Beren e Lúthien resta tra i capolavori del creatore degli hobbit. In questo volume da poco edito in Italia è possibile seguire l'evoluzione, per oltre vent'anni, di una love story in cui si "mischia il Dna" di ben tre classi di viventi: "Dèi" (angeli), Elfi e Umani.

Nelle prime stesure, alla fine degli anni '10 del Novecento, JRR Tolkien usava ancora un tono da fiaba tradizionale, tra gatti parlanti, buffi riti magici e ampie manciate di humour. Interessante e gustoso, se vogliamo; poi però, nelle varie riscritture, la vicenda diventa sempre più complessa, andando a confluire nel vasto alveo del Silmarillion; più cupa; e anche più mirata, eliminando tutti gli elementi estranei alla genuina ispirazione dell'autore. In breve, dall'intrattenimento al grande poema. Sì, perché gran parte dei brani rimasti sono in versi (poesia allitterativa, in inglese), e il fatto di essere frammenti sparsi non toglie nulla alla loro potenza, anzi. La citazione:
"Signore," disse Beren, "ho un Silmaril in mano proprio adesso."
"Mostramelo, allora," disse il re, stupito.
"Non posso," disse Beren, "perché la mia mano non è qui"; e stese il braccio mutilato.

Al pregio del volume aggiungono il loro contributo le già classiche illustrazioni di Alan Lee e la buona traduzione italiana di Luca Manini e Simone Buttazzi.

mercoledì 9 agosto 2017

Diario di un correttore di bozze: 9 agosto 2017

atarattico... Abbadidi...
Sono alcune delle soluzioni saltate fuori dalle parole crociate negli ultimi due numeri di EnigmisticaPiù, la concorrente della Settimana lanciata da alcuni mesi da Cairo Editore. Si intendevano "atarassico" e "Abbasidi". Complimenti e avanti così.

sabato 5 agosto 2017

Diario di un correttore di bozze: 5 agosto 2017

UUUAAARRRGGGHHH!!!
No, in ferie no, pietà! In un racconto di Stevenson letto non sotto l'ombrellone ma comunque nel relax (non diremo per pudore quale racconto né l'editore, che è un grosso editore, né il traduttore), in una frase in cui compariva "your family... mine...", mine è stato tradotto con "la miniera"!

giovedì 3 agosto 2017

Ci si rivede con...

Pausa estiva. Salvo interventi sporadici qua e là nel periodo di ferie, ci si rivede a ritmo regolare a fine agosto con, tra l'altro, la nuova rubrica:

SINDROMI



lunedì 31 luglio 2017

Janni è della stessa pasta del Capitano


Alan Moore e Kevin O'Neill rendono onore a Lovecraft con Nemo - Cuore di ghiaccio (Nemo: Heart of Ice), del 2013, pubblicato in Italia da BAO. Spiace spoilerare, ma il riutilizzo dei materiali lovecraftiani è troppo ghiotto. Nemo è un fumetto cyberpunk; la protagonista, Janni Dakkar, principessa indiana (dell'India, non d'America), è la figlia del celebre Capitano di Jules Verne, piratessa al comando di un Nautilus ipertecnologico e barocco. Le storie sono ambientate negli anni Venti-Trenta del Novecento. Tra le varie avventure, con Nemo e dopo, il Nautilus ha combattuto contro i tripodi marziani di H. G. Wells e rubato lo scheletro di King Kong. Cuore di ghiaccio si svolge nel 1925 — il che significa che Janni Dakkar arriva alla città aliena nascosta in Antartide cinque anni prima dei protagonisti delle Montagne della follia.

Perché ci va? Per un viaggio alla riscoperta delle proprie radici e di se stessa: proprio al Polo Sud, infatti, suo padre era andato a isolarsi per sfogare l'amarezza di avere avuto una figlia, non un maschio; e lì impazzì in circostanze poco chiare. La Capitana si ritrova così a percorrere le vie apparentemente deserte dell'immensa città costruita in epoca pre-umana dagli esseri venuti dal pianeta Yuggoth. Nel viaggio perderà molti dei suoi compagni, un po' a causa dei cinici inseguitori umani alle sue calcagna, un po' a causa di uno shoggoth a piede libero, che prende anche la forma di un grande pinguino albino, anzi no, della figura misteriosa avvolta in un sudario che appare al termine del Gordon Pym di Poe. Eppure sarà proprio lo shoggoth a. . . non spoileriamo troppo.

L'unico neo della storia è di essere fin troppo densa: qualche vignetta in più e/o in formato più grande avrebbe reso più immediata l'interpretazione degli eventi.

giovedì 27 luglio 2017

(As)saggi(ni): Giù botte da "veggenti"!

pattern digitale di Selkis (sito)

Picchia giù duro contro la religione, Schopenhauer, tanto per sfatare il pregiudizio ideologico che lo vede come un misticoide reazionario. La carica rivoluzionaria della sua filosofia l'aveva invece giustamente difesa Nietzsche. Su un tema così delicato è difficile dire se "si consiglia la lettura" di questo libro o no. Certo vale la pena leggerlo per apprezzare l'intelligenza dell'autore che già un secolo e mezzo fa, nel valutare i pro e i contro dell'esistenza delle religioni, in particolare il cristianesimo, mette sul tavolo una serie di problemi che fanno discutere ancora oggi. Ad esempio:

- Le religioni contribuiscono al bene della società o la danneggiano?
- Fondano l'etica o la affondano?
- Promuovono o inibiscono la conoscenza?
- Fede e potere: un'alleanza sacra, di convenienza...?
- I monoteismi sono intrinsecamente violenti?
- C'è un'analogia tra il messaggio di Cristo e le religioni orientali, induismo, buddismo?
- Creazione, o l'uomo discende dalla scimmia?
- La religione ha i giorni contati?
- Il cristianesimo è colpevole della strage di specie animali?
- Qual è stato il messaggio di Lutero? (Nel 2017 si celebra il cinquecentenario della Riforma)
- La teologia aggiornata (noi diremmo: il Concilio Vaticano II) sta "annacquando" e "svendendo" il Vangelo?


Arthur Schopenhauer, Sulla religione [estratti dai Parerga e Paralipòmena, cioè "opere collaterali"], trad. Alessandro Miliotti, Piano B edizioni, Prato 2009, pagg. 102, euro12

mercoledì 26 luglio 2017

Quando un mito ne intervista un altro


"Quando avverrà la rivoluzione in Inghilterra?" chiese Lenin a Herbert George Wells. No, non è un romanzo di fantapolitica, è un momento dell'intervista che l'autore della Guerra dei mondi fece nel 1920 al leader sovietico. Intitolata Russia nell'ombra (Russia in the Shadows), è da poco stata ripubblicata da Nuova Editrice Berti nella magnifica traduzione di Cristina Colla. Un reportage crudo e avvincente su una Russia allo sfascio, appena uscita da sei lunghi anni di guerra, tre mondiale e tre civile. Eppure Lenin, a capo di un partito a cui aderisce meno del 5% dei russi, è convinto che il suo Paese ce la può fare, e si sbilancia con promesse allucinanti: elettricità ovunque, treni inclusi! Nel duetto tra lui e Wells, i due fanno a gara a chi pronuncia più profezie. Di quelle positive, se ne sono realizzate poche. Quelle negative, tutte -- e non c'è bisogno di riassumerle, noi lettori del 2017 ci viviamo direttamente dentro.

sabato 22 luglio 2017

Sulle ali della nostalgia


Della serie Recuperi estivi, un film che mi incuriosiva addirittura trent'anni fa e più, ai tempi del liceo se non prima, soprattutto per l'impatto della locandina, e però mai visto: Nosferatu, la versione di Herzog del 1979, non l'originale di Murnau del '22.

Sicuramente un prodotto non commerciale. A colori e sonoro, ma con i ritmi lenti e la recitazione teatrale del film muti in b/n. Interessanti innovazioni rispetto al romanzo di Stoker. In particolare il protagonista, l'agente immobiliare, per raggiungere la Transilvania non parte dall'Inghilterra ma via terra da una città tedesca canalizzata che sembra Amsterdam. Cosicché il viaggio a ritroso di Dracula verso la sua Bella, passando "via mare" per il Mar Nero, è suggestiva ma poco credibile. Colpiscono molto le atmosfere funeree, al castello e anche dopo. C'è poi, verso la fine, la scena bruegheliana della festa in piazza durante la presunta epidemia (scena non presente nel romanzo) che è forse il momento più potente del film, vale da sola "il prezzo del biglietto".

E tuttavia, sull'insieme si rimane un po' delusi. La trama si barcamena tra fedeltà a Stoker e innovazioni, ma senza decidere con chiarezza, per cui tanti punti restano in sospeso. Un'altra idea forte è fare di Mina -- qui chiamata Lucy -- non la vittima passiva ma una coraggiosa eroina, molto più di Van Helsing. Ma anche questa novità è smaltita in maniera un po' frettolosa. Il "finale a sorpresa" è robetta di serie B. Forse la cosa migliore era che Herzog lavorasse completamente di testa sua e ricreasse l'opera da zero, come Sokurov per il Faust del 2011. Ma magari aveva troppi vincoli di produzione.

mercoledì 19 luglio 2017

Autobiografia per solo, orchestra e artigli

by Selkis + ilTM

Per scrivere la propria autobiografia, E. T. A. Hoffmann ha pensato bene di scriverla due volte, entrambe le volte in maniera sfalsata. "Le" autobiografie si trovano nel suo ultimo romanzo, lasciato incompiuto, Il gatto Murr, ma per esteso: Opinioni e vita del gatto Murr, comprensive della biografia frammentaria del maestro di cappella Johannes Kreisler in forma di casuali scartafacci, del 1819-21 (L'Orma, Roma 2016, pagg. LVIII + 414, euro 28).

Il funzionario pubblico e musicista Johannes Kreisler era un alter ego di Hoffmann, e il gatto Murr era il suo micio domestico. Il libro riporta l'autobiografia gonfiata e tendenziosa di Murr, animale intelligente disceso dal Gatto con gli stivali; solo che il testo è stato scritto sul retro di pagine già stampate con la biografia di Kreisler, opera di ignoto, cosicché il volume finale continua a saltabeccare da una storia all'altra, con interferenze "casuali" di ogni tipo. Come se non bastasse, alcuni episodi della vita di Kreisler coincidono con quelli di Hoffmann, altri no.

Da due mezze verità sembra però emergere una verità intera. Murr potrebbe essere definito il lato "animale" di Hoffmann, magari un po' egoista ma perché esuberante di energie, di istinti, armato di occhi che vedono al buio e di artigli, e comunque divertente. Kreisler invece è il lato malinconico dell'autore, pieno di conflitti interiori e di delusioni, incantato di fronte alle meraviglie del mondo ma esasperato di fronte alle piccinerie della società. In questo che è il suo capolavoro, Hoffmann raggiunge la perfetta integrazione tra "naturale" e "soprannaturale", che poi è una suddivisione forzata perché esiste un solo universo all-inclusive, bizzarro, oscuro, inquietante. I peggiori mostri si rivelano le ingiustizie, i soprusi, il disagio psico/relazionale. Un tribunale è più pericoloso di un vampiro. Lo stile grottesco non deve far dimenticare che Hoffmann, con i suoi scritti e soprattutto con la sua attività giudiziaria, lottava per arginare gli abusi dello Stato di polizia (prussiano), finendo sotto processo per questo (a salvarlo fu solo la morte precoce per malattia). Un raro esempio di scrittore realmente pericoloso.

P.S. Nella versione italiana del libro compare perfino un Doppelgänger tipicamente hoffmanniano: introduzione, traduzione e note del Gatto Murr sono infatti di Matteo Galli; negli Elisir del diavolo, si trattava di Luca Crescenzi, però guardacaso i due curatori scrivono nello stesso identico modo. E purtroppo (o per fortuna, direbbe Hoffmann) sono anche scappati un certo numero di errori.

sabato 15 luglio 2017

(As)saggi(ni): Generazione di fenomeni

sfondo digitale di Selkis

Gli editori non ce l'hanno fatta ad aspettare altri vent'anni fino al 2037 per celebrare Lovecraft in grande stile nel centenario della morte, quindi questo 80° anniversario è già tutto un pullulare di iniziative a lui dedicate. (Per altre recensioni: vedi). Tra i libri più belli e interessanti emerge la versione a fumetti del racconto The Temple del 1920, in grande formato a colori. Racconto giovanile e a prima vista secondario, ma sono Rotomago e Calvez a restituirgli il peso che merita: anzitutto attraverso inquadrature "cinematografiche" che rendono epica questa vicenda di horror psicologico/claustrofobico quasi interamente ambientata dentro un sottomarino. E poi, grazie al saggio conclusivo che colloca The Temple nel più ampio contesto dell'opera di Lovecraft e delle sue fonti, da Jules Verne a Herbert George Wells a Bram Stoker. Caso singolare in Lovecraft, ma normale nella cultura statunitense dell'epoca, i cattivoni sono tedeschi; e la cosa fa ancora più impressione a leggerla oggi, dopo la Seconda guerra mondiale.

Lo scrittore di Providence ha esaminato con attenzione e intelligenza la storia dei propri "predecessori" nel saggio Supernatural Horror in Literature del 1927 -- esattamente novant'anni fa, e poco dopo aver posto nella storia della letteratura la propria pietra miliare, The Call of Cthulhu (1926); ma, da vero gentleman, non cita mai se stesso. Nel saggio compaiono tutti i testi obbligati, da Apuleio a Beowulf a Dante a Horace Walpole e la scia venuta dopo di lui. Ovviamente ricevono speciale menzione gli scrittori che lui ama di più, come Lord Dunsany e Arthur Machen. Brilla invece per la sua assenza, chissà perché, E. T. A. Hoffmann. Notevole la presenza di valide e apprezzate autrici femminili (tanto per smentire la fama di misogino): Anna Laetitia Barbauld, Anne Radcliffe, Mary Shelley, ecc., fino a Emily Brontë.

* Rotomago (testi) - Florent Calvez (disegni), Il Tempio, NPE, Eboli 2017, pagg. 58, euro 14,90
* HPL, I bambini avranno sempre paura del buio [estratti da Supernatural Horror in Literature e altri scritti], a cura di Silvia Lumaca, Nuova Editrice Berti, Parma 2015, pagg. 106, euro 10

mercoledì 12 luglio 2017

Il fratello dandy di Hulk


Tra i lati sorprendenti di Oscar Wilde, c'era. . . suo nipote, Fabian Avenarius Lloyd detto Arthur Cravan. Due metri di paradossi. La sua storia è così unica che, per fare colpo, basta raccontarla semplicemente e per ordine. Nel fumetto edito da NPE, il testo di Gabriele Tinti fa parlare in prima persona il protagonista e chi lo ha incontrato, inclusi personaggi come Man Ray e Trotsky, a volte inserendo materiali d'archivio. I disegni a mezzatinta di Mauro Cicarè rendono visibile la vita e soprattutto "l'anima" di Cravan facendo affidamento su fisici scultorei (il suo, ma anche quello delle prostitute di cui era assiduo), espressioni facciali, "fotografie" degli ambienti circostanti, che si tratti di una città, un transatlantico, un ring o il fronte di guerra (la Prima mondiale). E improvvisamente perfino un personaggio cult come Rocky Balboa appare banale.

Ancora una volta, per la scoperta di questi gioielli pubblicati da geniali editori coraggiosi, un grosso grazie a Carlo e Francesca della libreria "Mannaggia" di Perugia (vedi). Tanti altri titoli in arrivo, tutti da divorare e recensire. Carlo Sperduti è a sua volta autore di racconti in cui il gusto per i giochi di parole e i paradossi surreali si abbina a una visione malinconica del mondo reale, segnata da fragilità e violenza.

lunedì 10 luglio 2017

(As)saggi(ni): Con l'acqua alla gola


Sono state le compagnie di crociera a trasformare radicalmente l'idea del mare nell'immaginario collettivo occidentale: un posto bellissimo e prestigioso, dove dedicarsi ad attività rilassanti in mezzo a fotomodelle in bikini. Ma fino ai recenti sviluppi tecnologici (radar) e al boom economico (vacanze), il mare era un posto pericolosissimo, in cui si mandavano a morire poveracci e delinquenti per un tozzo di pane.

Nella letteratura di Ottocento e inizio Novecento il mare è sì l'elemento in cui il Capitano Nemo compie le sue eroiche imprese (Jules Verne, Ventimila leghe sotto i mari), finendo comunque male, ma è soprattutto il "lato oscuro" della Terra (Herman Melville, Moby Dick), un mostro contro cui lottare fino all'ultimo respiro (Victor Hugo, I lavoratori del mare), un ambiente indifferente che schernisce le fatiche del povero pescatore (Ernest Hemingway, Il vecchio e il mare), uno scenario di cannibalismo e apparizioni spettrali (Edgar A. Poe, Gordon Pym), il territorio del terribile "pesce-cane" (non una balena; Collodi, Pinocchio) e dell'Olandese Volante, il paravento degli esperimenti del Dottor Moreau (Herbert George Wells), l'incubatrice di una minaccia alla sanità mentale e all'esistenza stessa dell'umanità (Howard P. Lovecraft, passim). . .

L'editore romano Nutrimenti ha appena pubblicato Gli Allegri Compari di Robert Louis Stevenson nell'ottima traduzione di Fabrizio Pasanisi; racconto scritto nel 1882 e ambientato nel Settecento. Gli "Allegri Compari" sono gli spruzzi di schiuma che si formano tra gli scogli dell'immaginario isolotto scozzese di Aros: danzano, urlano, fanno bisboccia quando c'è tempesta, meglio ancora se una nave affonda. Il vecchio Gordon Darnaway -- un cognome che è un programma -- vive da solo con la figlia Mary e il servitore Rorie. Nella vita il vecchio ne ha passate tante e si è inacidito. Sta su un'isola ma non sa neppure nuotare, talmente odia il mare. Appare devoto, perfino bigotto, però teme i demoni delle acque; peccato che quelle immense colonne liquide abbiano il potere magico di risvegliare i suoi istinti peggiori. Racconto scritto con eleganza tutta inglese, dove l'orrore sta nelle cose. Quasi la versione marina di Shining.

giovedì 6 luglio 2017

Fotorecensioni: Sergio Toppi

texture digitale di Selkis

Ci voleva Sergio Toppi per raccontare storie ambientate nel profondo Sud degli Stati Uniti come se fossero fiabe delle Mille e una notte (nella versione spuria, quella arrivata in Occidente con Galland). Le atmosfere sono sospese, cariche di inquietudine e presagi. L'eroe, anzi antieroe si muove solitario. Molti personaggi agiscono con violenza, ma in maniera inattesa, bizzarra. Il cortile di uno sfasciacarrozze o una catapecchia hanno le modanature surreali dei palazzi del misterioso Oriente. Nell'ombra strisciano presenze sovrumane, stavolta non jinn ma nientemeno che Baron Samedi. Gli animali partecipano alle avventure umane con saggi -- e inutili -- ammonimenti, oppure diventano l'incarnazione di una maledizione. Le donne sono energiche combattenti oppure vittime del desiderio sessuale. E a evocare tutto questo, come nelle Mille e una notte (la versione originale del XIII secolo), è la musica.

Sergio Toppi, Blues, NPE, Eboli 2017, di 62 pagine in formato 21x30 più due tavole a colori, euro 14,90. Unico rilievo critico, da nessuna parte è indicato l'anno in cui Toppi realizzò le due storie. Il fatto che si usi il termine "negro" non solo in bocca ai razzisti ma anche nelle didascalie fa risalire a qualche decennio fa; si poteva forse rimediare con una correzione elettronica, però tutto sommato l'ambientazione sociale del fumetto rende coerente la scorrettezza politica. Da allora, qualunque sia l'"allora" in cui avvengono queste storie, la situazione negli Usa non è migliorata granché.

mercoledì 5 luglio 2017

Recensione di. . . un catalogo


Sono specializzate in fumetti le edizioni NPE, acronimo del salernitano Nicola Pesce: fumetti d'autore, o sperimentali, o giovanili, o famosi, o letterari, o combinazioni assortite di tutto questo. Ma perfino i cataloghi sono da collezione! Nella foto, quello di aprile-settembre 2017. Di grande formato, cartonato, con copertina elegantissima e pagine interne belle anche da guardare, oltre a ricavare informazioni sui titoli disponibili. A presto con qualche recensione di volumi sbucati da dentro il catalogo.