sabato 20 maggio 2017

(As)saggi(ni): Il corsaro del nero spazio


I mali del capitalismo: potrebbero essere sintetizzati così i racconti di fantascienza di Emilio Salgari, ora raccolti nel libro Alla conquista della Luna edito da Cliquot: 
Negli abissi dell'oceano [attacco missilistico contro la piovra]
La "Stella filante" [il primo collegamento aereo di linea transoceanico]
Alla conquista della Luna
E di genere un po' diverso: 
Inghiottiti dal Maelström! [una specie di Titanic a cui accadono due disgrazie]
Lo scheletro della foresta [un giallo/horror/parodia]
L'isola delle Sette Città [il mito rinascimentale delle Isole Fortunate]

Come i suoi colleghi Poe, Verne e Wells, il creatore di Sandokan e del Corsaro Nero si dimostra spesso profetico: il turismo spaziale, i motori a idrogeno e a energia solare, gli abusi territoriali delle multinazionali, l'emergere di nuovi Paesi sulla scena (BRIC, ecc.). . .  A caratterizzarlo rispetto agli altri è anzitutto un tono spiccio, tutto azione e quasi niente teoria; il che, siccome le teorie invecchiano in fretta, conserva freschi i suoi racconti a distanza di un secolo. Ma soprattutto, a colpire nelle sue storie di fantascienza sono le atmosfere tragiche, segnate dal destino. Salgari non crede nel soprannaturale, però per lui è la cosa più naturale del mondo che le cose vadano storte. Una società in preda alla frenesia di conquista, economica e militare, si prepara da sola le proprie catastrofi. La causa e la conseguenza è la follia, sia individuale/clinica che di massa.

Quando lo scienziato superstite dell'esperimento lunare viene ritrovato alla deriva, senza "indosso alcun indumento. . .  coperto di cicatrici che parevano prodotte da profonde bruciature e che dovevano renderlo irriconoscibile, anche ai suoi stessi amici", sembra un'allusione al girone dell'inferno dantesco in cui vengono puniti i "violenti contro Dio e la Natura". Volumi preziosi come questo si trovano nella nuova libreria "Mannaggia" di Perugia (sito), specializzata in editori indipendenti di tutti i settori: narrativa, saggistica, illustrazione, fumetto.

giovedì 18 maggio 2017

(As)saggi(ni): Il Collezionista di orrori


L'Argentina non è solo terra di Papi ma anche di grandi fumettisti. Pubblicato da MagicPress, è appena arrivato in Italia il libro Gli incubi di Lovecraft di Horacio Lalia. Come singolo volume, probabilmente la più ampia raccolta di storie a fumetti tratte dalle opere del Maestro di Providence, ben 18. Manca qualche classico (tra cui Innsmouth, La cosa sulla soglia, Colui che sussurrava nelle tenebre), in compenso compaiono numerosi racconti giovanili o "secondari" (L'alchimista, La palude della luna, Innominabile, ecc.) e anche uno spurio (La Conca delle streghe, di August Derleth su appunti di HPL).

La trama segue da vicino il testo dei racconti originali, senza le gustose varianti introdotte da un I.N.J. Culbard o un Erik Kriek. Il punto debole di questi Incubi sono proprio le citazioni da Lovecraft: confusionarie, a volte ridondanti rispetto alle immagini, a volte invece mancano elementi importanti del racconto. Così Lalia fa, paradossalmente, un torto a se stesso come disegnatore. Il suo stile è quello narrativo tradizionale, arte in cui eccellono i fumettisti argentini. Anche gli effetti speciali sono standard: collage o fotografie sgranate e/o polarizzate e/o in negativo. Sull'insieme, da questo punto di vista, un'opera meno sperimentale e spettacolare di quella del suo maestro Alberto Breccia.

Ma Horacio Lalia, che è un veterano, sa dare un tocco intenso, tutto suo, alle storie di horror cosmico di HPL. Personaggi catturati nella loro espressività, tra il realistico e il grottesco. Vicende di emarginati segnati dal destino. Uomini solitari persi in ambienti silenziosi, inquietanti -- che siano paesaggi selvaggi o le strade di New York (Egli) -- alla ricerca di oggetti strani, un po' come nel Collezionista del nostro Sergio Toppi. Conviene percorrere questi Incubi di Lovecraft come se fossero un film muto: solo con gli occhi, lasciandosi attirare dalla magia del loro bianco&nero.

mercoledì 17 maggio 2017

(As)saggi(ni): Cogito ergo nescio quia cogito


Una breve e densa "dissertazione filosofica" sull'attività del pensare, con le sue potenzialità, le sue maledizioni e i suoi paradossi, si trova in un'ottava di Giovan Battista Marino, dal suo immenso poema Adone del 1623 (canto 12, st. 200). Il testo si riferisce a un caso specifico: il dolore della fata Falsirena per l'amore non corrisposto che nutre per il bello dei belli, ma si presta ad assumere una portata più universale.
Ma se questo è pensier, deh perché penso?
Crudo pensier, perché pensar mi fai?
Perché, s'al proprio mal penso e ripenso,
torno sempre a pensar ciò ch'io pensai?
Perché, mentre in pensar l'ore dispenso,     [gioco di parole]
non penso almen di non pensar più mai?
Penso, ma che poss'io? Se penso, invero,
la colpa non è mia ma del pensiero.

lunedì 15 maggio 2017

In anteprima il progetto per la nuova chiesa di Eggi

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Dovrebbe essere intitolata a san Giovanni Paolo II, nonostante le proteste dal mondo anglosassone per una maggiore appropriatezza di san Giorgio.

domenica 14 maggio 2017

Arte futurista, computer incluso


Era già dotata di laptop la disinvolta Madre ritratta con figlio da Carlo Carrà nella prima metà degli anni Trenta. L'opera è tra quelle, un centinaio, attualmente in esposizione a Perugia per la mostra "Da Giotto a Morandi" (sito), che raccoglie il meglio dell'arte in possesso delle Fondazioni bancarie di tutta Italia. Tra i pittori e scultori presenti: Beato Angelico, Guido Reni, Guercino, Palma il Giovane, Luca Giordano, Canaletto, Giovanni Fattori, Giovanni Boldini, Pelizza da Volpedo, Scipione, Adolfo Wildt, Medardo Rosso, il 'padrone di casa' Gerardo Dottori. . .  nonché vari interessanti autori 'minori' tra cui il seicentesco Giovanni Antonio Molineri di Savigliano. Indimenticabile per la sua potenza la Deposizione di Cristo nel sepolcro di Ferraù Fenzoni.

giovedì 11 maggio 2017

(As)saggi(ni): La religione del Libro

Il drago Fùcur [Fuchur], la strega Xayde [Xayíde]

Se la storia è infinita. . .  allora, per definizione, non si è mai troppo in ritardo per leggerla. Il capolavoro di Michael Ende ha fatto furore nei "favolosi" anni Ottanta, ma a distanza di decenni non è invecchiato, anzi il suo magazzino di brillanti idee continua a essere saccheggiato dai nuovi autori. La Storia Infinita possiede la ricchezza di contenuti del Signore degli Anelli seppure in una struttura un po' più sciolta -- qua e là si nota qualche buco narrativo. Ogni tanto, poi, dentro gli eventi fanno irruzione discorsi filosofici e religiosi, che comunque stimolano la fantasia pure loro perché meno facili da inquadrare rispetto al cristianesimo delle Cronache di Narnia di CS Lewis; Ende infatti pescava e rielaborava a modo suo dalla variopinta galassia New Age (per informazioni più precise, vedi il sito ufficiale).

Sa un po' di rivalsa il fatto che un tizio di nome Ende, in tedesco "fine", abbia scritto una storia unendliche, "senza fine". Non perché non abbia una conclusione ma perché è la storia di tutte le storie, quella che contiene tutte le altre, e se stessa, e noi. Il che crea delle stratificazioni molto interessanti, che influiscono sulla nozione di tempo e sul funzionamento della psiche. Soprattutto quando comincia la degenerazione del protagonista Bastiano nella seconda parte del romanzo, assente nel film del 1984, il lettore si trova in contemporanea su almeno tre livelli: a) quello che Bastiano fa e pensa nel regno di Fantàsia, b) quello che effettivamente gli sta succedendo, causato da lui stesso, dal suo incoscio freudiano, ma da lui non capito, c) i paralleli con la sua vita sulla Terra. Alla fine questi livelli dovranno collassare uno nell'altro, con un po' di fortuna.

mercoledì 10 maggio 2017

Inni micro: Fedele valoroso

Fedele valoroso! Valorosamente detto e fatto:
testimoni, giuria, giudice intendevano travolgerti
ma hanno soltanto sfogato la loro furia.
Loro passeranno, tu possiederai l'eternità.


John Bunyan, The Pilgrim's Progress

martedì 9 maggio 2017

Diario di un correttore di bozze: 9 maggio 2017

Anche quest'anno milioni di giovani da 40 Paesi si sono ritrovati a Loppiano...
Erano qualche centinaio.

mercoledì 3 maggio 2017

Inni micro: "Su, Fedele"

Su, Fedele, sii forte, sta' accanto al tuo Dio!
Dei malvagi non temere malizie e manganelli,
annuncia con audacia, la verità ti affianca:
per lei muori, poi corri vittorioso alla Vita!


John Bunyan, The Pilgrim's Progress

mercoledì 26 aprile 2017

Inni micro: Fiera delle Vanità

Fiera delle Vanità! È qui che i pellegrini
sono incatenati e spintonati da parte;
già in passato di qui il Signore passò
e gli diedero morte sul colle Calvario.


John Bunyan, The Pilgrim's Progress

lunedì 24 aprile 2017

(As)saggi(ni): L'angelo di H. G. Wells

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Forse non tutti sanno che. . .  nel 1895, lo stesso anno in cui uscì il romanzo destinato a renderlo famoso, The Time Machine (La macchina del tempo), Herbert George Wells pubblicò anche un altro romanzo breve o racconto lungo: The Wonderful Visit (La visita meravigliosa), oggi ingiustamente snobbato.

Il tema è tra quelli chiave nell'opera di Wells: la degenerazione dell'umanità che "si accontenta". La visita meravigliosa è quella di un angelo, capitato chissà come sulla Terra e ferito per sbaglio dalla fucilata di un parroco di campagna che ha l'hobby dell'ornitologia. Al sacerdote (anglicano), anziano e disilluso, si spalanca all'improvviso una finestra su un mondo diverso, colorato, entusiasmante. Ma la comunità del villaggio accoglie con freddezza e scandalo l'ospite inatteso, prendendolo per un pazzo -- "Un angelo! Figuriamoci!" -- o un imbroglione, se non l'amante efebico del parroco. Una storia raccontata con enorme maestria da Wells, che inserisce l'elemento soprannaturale in un contesto quotidiano della massima concretezza. Una storia triste, di emarginazione e abusi, che inizia in maniera tutta diversa dall'Isola del Dottor Moreau ma poi va a finire sostanzialmente allo stesso modo.

L'angelo non è da interpretare in senso stretto, religioso. Lo scrittore specifica che si tratta di un essere venuto fuori "dall'arte italiana", non dall'aldilà. L'angelo può essere qualunque cosa che irrompe nella nostra esistenza per provare a trasformarla. Sapremo vederlo?

giovedì 20 aprile 2017

(As)saggi(ni): Il fratello mite di D'Annunzio


Un felice contrappunto "in minore" accompagna il classicismo "in maggiore" di Gabriele D'Annunzio al Vittoriale degli Italiani. Sono le sculture di Ugo Riva collocate in diversi punti nei giardini di Gardone Riviera. In entrambi i casi l'eredità della Grecia antica viene rielaborata in senso moderno; solo che, per D'Annunzio, moderno significava l'interventismo militare e il prometeismo di stampo ottocentesco, mentre per Riva significa un'atmosfera malinconica e di incertezza. In entrambi i casi si vede anche la mediazione culturale del Rinascimento: Michelangelo per il Vate, Piero della Francesca per lo scultore bergamasco. Sia come sia, la "strana coppia" funziona, e le opere recenti si inseriscono perfettamente tra i muraglioni del parco, un po' etruschi, un po' da bunker.

Per curiosità, la forma a chiocciola della fontanella richiama il tipico marmo veronese in cui sono incastonati fossili di ammoniti preistoriche.

mercoledì 19 aprile 2017

Inni micro: Il Parolaio

Il Parolaio come arruffa subito le piume!
Con che coraggio ciarla! Come presume
di abbattere gli avversari! Ma appena appena
il Fedele cita opere sincere, lui come la luna
stata piena ieri, sbiadisce e poi sparisce.
Così per tutti, tranne chi col cuore agisce.


John Bunyan, The Pilgrim's Progress

mercoledì 12 aprile 2017

Inni micro: Le prove

Le prove che aspettano le persone
che credono alla chiamata del Cielo
sono tante, e confacenti alla carne,
e arrivano arrivano arrivano a ondate,
perché presto o tardi noi ne possiamo
essere presi e sconfitti e destituiti.
Ah che i pellegrini -- quindi i pellegrini
vigilino e valorosi ne scampino!


John Bunyan, The Pilgrim's Progress

giovedì 6 aprile 2017

Oscar Wilde. . . padre della fantascienza

Dorian Grey, Haunter of the Dark
by ilTM + Selkis

Leggendo Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, si rimane colpiti -- tra infinite altre cose -- da tante atmosfere e situazioni che si ritroveranno nei racconti di Lovecraft, e pare improbabile che avvenga per caso. Sia in Dorian Gray che in Lovecraft abbiamo personaggi caratterialmente isolati, una passione morbosa per il passato storico, stanze buie e misteriose, scene violente più alluse che descritte, un graduale emergere dei peggiori istinti radicati nella psiche, un desiderio di andare "oltre i limiti umani" che si tramuta in orrore.

E soprattutto, anche se nel Maestro di Providence il "personaggio di fronte" è di solito un'entità soprannaturale e/o aliena (The Outsider, The Picture in the House, Pickman's Model, The Whisperer in Darkness, The Colour Out of Space, The Shadow Out of Time, The Haunter of the Dark...), anche in quel caso (basta notare i titoli, tutti più o meno 'wildiani') sembra trattarsi dell'inconfessato Doppio del protagonista terrestre.

mercoledì 5 aprile 2017

Inni micro: "O mondo di meraviglie"

"O mondo di meraviglie! (è il meno da dire)
Che io sia preservato pur nell'angoscia
in cui mi ero imbattuto. Sia benedetta
quella mano che me ne ha liberato!
Rischi alla cieca, inferno e tentazioni
mi avevano avvolto in questa valle:
trappole e pozzi e reti tutti disseminati
sul sentiero, e io indegno e stolto
ci sarei cascato, acchiappato, invischiato. . .
e invece vivo, e Cristo ne va incoronato."


John Bunyan, The Pilgrim's Progress

mercoledì 29 marzo 2017

Inni micro: Povero cristo

Povero cristo, e dove sei finito? Annotta il giorno.
Buon amico, non abbatterti: tu resti nel giusto,
è però la via del cielo che costeggia l'inferno.
Animo! Resisti, e tutto -- vedrai -- si sistemerà.


John Bunyan, The Pilgrim's Progress

lunedì 27 marzo 2017

Fotorecensioni: Lewis Carroll


Anni dopo Alice nel Paese delle meraviglie e il suo sequel, nel 1876, Lewis Carroll scrive un'altra fiaba in cui mescola giochi di parole, allegri nonsense, satira sociale, citazioni letterarie, atmosfere oniriche e quant'altro. Stavolta addirittura tutto in versi, ampliando lo stile del Jabberwocky. Si intitola The Hunting of the Snark, avventura marittima alla caccia di un animale chiamato Snark, che secondo la curatrice della versione italiana sarebbe un incrocio tra snake (serpente) e shark (squalo). Lewis Carroll però non fornisce descrizioni esatte, anzi ogni sua "spiegazione" non fa altro che rendere inimmaginabile di che cosa si tratti.

La ciurma che va alla caccia dello Snark è ancora più folle di quella di Moby Dick. È come Moby Dick riscritto da Gianni Rodari. Compaiono tutti i mestieri che cominciano con la B: Bellman ("uomo col campanello", banditore) che è pure l'inflessibile capitano, Boots (lustrascarpe), Bonnets (cappellaio), Barrister (avvocato), Broker (broker), Billiard-marker (segnapunti a biliardo), Banker (banchiere, che impazzirà), Baker (fornaio specializzato in torte nuziali, inutili in questo contesto), Butcher (macellaio, specializzato in castori) e non manca Beaver (un castoro parlante, giustamente terrorizzato dal macellaio).

Trattandosi di un'opera praticamente introvabile, è lecito spoilerare un po'. I protagonisti viaggiano per nave, ma lo Snark è un animale terrestre, quindi la storia inizia con uno sbarco... dove? In un "posto perfetto per uno Snark". La caccia ha inizio, accompagnata da presagi inquietanti in mezzo a una natura surreale. L'animale misterioso non lo vedremo mai, se non in sogno in veste di Azzeccagarbugli. In particolare il fornaio -- che sembra un alter ego dello scrittore -- è angosciato all'idea che lo Snark sia anche un Boojum, una creatura il cui contatto provoca la sparizione nel nulla. E così avviene. Il fornaio si imbatte nello Snark, e svanisce. Fine.

Lewis Carroll, La caccia allo Snualo, con testo originale a fronte, a cura di Sara Donegà, ed. Barbes, Firenze 2008, pagg. 100

sabato 25 marzo 2017

Colpacci: Animali enigmatici e dove trovarli


Un tintore boemo del borgo austriaco di Eferding, Aloys Zötl (1803-1887), aveva l'hobby di realizzare magnifici acquerelli, che forse non fece mai vedere a nessuno. Copiava dai libri, con uno stile che era allo stesso tempo naif e raffinato. I suoi disegni sembrano provenire dal Rinascimento, quando l'illustrazione naturalistica oscillava tra raffigurazioni accurate e goffi schemi medievali. I paesaggi di Zötl, poi, sono spesso capolavori in sé, a volte anticipano addirittura il fascino enigmatico dei dipinti di Max Ernst. Quanto agli animali, fanno un'impressione particolarissima: il loro occhio rivela intelligenza, ma un'intelligenza non umana; si esibiscono nella loro bellezza o nella loro "oscena" nudità, o si mettono in posa come di fronte al fotografo, o si divorano tra loro, il tutto con sentimenti che non sapremmo definire. Sono felici? Soffrono? Fingono? Si sono accorti che li stiamo osservando? Ci stanno prendendo in giro?

giovedì 23 marzo 2017

Carta canta, ma la distribuzione costa


Tra le molte cose che si imparano dai fumetti, ecco da una graphic novel delle edizioni Eris uno schemino che 'finalmente' fornisce ai non addetti alcune informazioni che in genere non sono ovvie. Anzi, le prime voci di spesa che verrebbero in mente sono quelle che in realtà pesano di meno sul prezzo finale.
Grazie anche di questo, oltre che del magnifico libro (recensito qui).

mercoledì 22 marzo 2017

Inni micro: "Belzebù, Capitano"

"Belzebù, Capitano di questo avversario,
provava a rovinarmi -- e con questo in mente
lo mandò, armato e tutto, e lui smaniando
di furia infernale mi aggredì con ferocia.
Ma Michele benedetto m'ha aiutato: così,
a fendenti di spada, l'ho fugato in fretta.
Lasciatemi quindi lodare in sempiterno
e ringraziare e benedire il Nome del Santo!"


John Bunyan, The Pilgrim's Progress

giovedì 16 marzo 2017

(As)saggi(ni): Un coraggio da leoni psichedelici


Un libro per tutti e per nessuno. Senza scomodare Nietzsche, la definizione si attaglia bene anche ai volumi pubblicati da Sebastiano Ranchetti negli anni passati, e che oggigiorno si ritrovano spesso nelle librerie remainders. La foto qui sopra, ad esempio, mostra due scene dal libro In cerca di rosso. Salamandre e... 
A chi si rivolgono pubblicazioni come queste, soprattutto in Italia? Per gli adulti, una serie di immagini coloratissime di animali sono "roba per bambini". Ma a un bambino potrà piacere quest'arte raffinata, quasi astratta e lievemente inquietante?
E quindi. Onore a Sebastiano Ranchetti, il Gianni Rodari psichedelico, che se ne frega delle mode e "salta" la parte commerciale dell'editoria passando direttamente ai collezionisti. Poi magari non è vero, magari le sue opere vendono pure bene (volesse il cielo), ma questo aspetto diventa quasi un'appendice insignificante.

Su di lui, vedi anche questo post.

mercoledì 15 marzo 2017

Inni micro: Lotta diseguale

Lotta più diseguale si dà difficilmente:
Cristiano combatte un angelo. Eppure ecco,
il nostro eroe, destreggiandosi con spada e scudo,
lo mette in fuga, a dispetto ch'è un drago.


John Bunyan, The Pilgrim's Progress

sabato 11 marzo 2017

Colpacci: 2 grandi firme 2!

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Pomeriggio assolutamente fantastico, oggi 11 marzo allo StarShop di Perugia. Una firma di Gabriele Dell'Otto su un libro a tiratura limitata, e un autografo personale di Sara Pichelli, due superbig tra i disegnatori Marvel.

E non è finita qui. Salta fuori che con la Pichelli siamo "quasi" compagni di banco perché ha frequentato la stessa scuola di fumetto, la Scuola Internazionale di Comics a Roma, sede di via Ostiense. Viva la banda delle "bande disegnate"!

(As)saggi(ni): Tutta la serietà dello scherzo


Devilman contro Getter Robot! Sembra il titolo di un filmetto catastrofico di serie B, se non Z, roba tipo Mega Python vs. Gatoroid (vedi recensione di Yotobi su YouTube, ma il sottoscritto ha anche avuto il fegato di vederselo per intero). Invece il manga riserva una serie di sorprese:  

* A firmare la parodia non è un imitatorucolo ma lo stesso Go Nagai, creatore di Goldrake Mazinga Jeeg Robot nonché di entrambi i personaggi di questo albo
* Si trova una buona dose di humour e ammiccamenti ironici, ma la trama è costruita con cura e con intelligenza
* Tra l'altro, il titolo è una presa per i fondelli perché la storia non si basa su uno scontro tra Devilman e il Getter, anzi tutto l'opposto
* Nagai è e resta un grande autore. Anche in quest'opera relativamente recente (2010, in Italia nel 2014) rielabora ancora una volta il suo universo, i suoi temi, la sua immagine dell'umanità, con l'energia delle sue produzioni classiche, ma allo stesso tempo con un approccio fresco e nuovo
* Qui poi c'è un vero concentrato di elementi "fighi": la cibernetica, i dinosauri, i demoni, l'amore e anche un po' di sano erotismo, il tutto in tutte le combinazioni possibili
* La fusione tra il potere dell'high-tech e quello dell'occulto non è solo una buona idea per una storia a fumetti ma scoperchia alcune dinamiche oscure del neo-capitalismo; cfr. il romanzo di C. S. Lewis Quell'orribile forza (1945; Adelphi, 1999). Un mondo talmente marcio che perfino un demone si sente in dovere di salvarlo.

venerdì 10 marzo 2017

(As)saggi(ni): Il capitalismo dal volto non-umano


Dietro un grande uomo, c'è una grande donna. Dietro l'Eternauta c'è... l'Eternautessa! In questo quarto episodio dell'Ultimo Eternauta (per i primi tre, vedi qui) Juan Salvo si trova misteriosamente aiutato dalla moglie Elena, che lui finora aveva cercato come un disperato da un universo all'altro. Intanto, uno dopo l'altro, i nodi vengono al pettine -- anche se, per ogni enigma risolto, se ne apre un altro. I Mano, che nell'Eternauta classico erano tutti uguali, qui mostrano le proprie differenze in maniera sempre più marcata, e viene il momento della resa dei conti. La prossima puntata, la quinta, sarà l'ultima, anzi addirittura La fine del mondo.

Questo capitolo 4 è probabilmente il più bello di quelli finora apparsi. Omogeneo nello stile, molto vicino alle atmosfere originarie del personaggio per i ritmi cadenzati, il senso di sospensione e attesa, l'uso parsimonioso degli effetti speciali, l'intreccio tra lucidità sociologica e smarrimento onirico.

Se nelle puntate precedenti era implicito che gli "invasori alieni" erano il simbolo del liberismo selvaggio, adesso la cosa è affermata senza mezzi termini. Il creatore dell'Eternauta, l'argentino Oesterheld, ha pagato con la vita il suo impegno politico. Difficilmente (e per fortuna) succederà lo stesso all'autore di questo sequel, Maiztegui; ma ciò non significa che i poteri forti si siano ammorbiditi, significa solo che non hanno più neppure bisogno di ricorrere ai metodi violenti. Che è appunto il contenuto dell'albo La ricerca di Elena.

P.S. Il quinto volume è un tracollo totale. Non vale la pena recensirlo. Che peccato.

mercoledì 8 marzo 2017

Inni micro: "Ora eccomi dove?"

"Ora eccomi dove? È questo l'amore,
la cura di Gesù verso chi pellegrina?
Che provvidenza! ricevere perdono
e abitare al pianerottolo del paradiso?"


John Bunyan, The Pilgrim's Progress

giovedì 2 marzo 2017

Inni micro: Difficoltà

"Difficoltà dapprima, poi Timore di fronte,
la collina è scalata ma ruggisce il leone.
Al cristiano la vita non è ovatta:
passata una paura, un'altra lo piglia."


John Bunyan, The Pilgrim's Progress