mercoledì 29 marzo 2017

Inni micro: Povero cristo

Povero cristo, e dove sei finito? Annotta il giorno.
Buon amico, non abbatterti: tu resti nel giusto,
è però la via del cielo che costeggia l'inferno.
Animo! Resisti, e tutto -- vedrai -- si sistemerà.


John Bunyan, The Pilgrim's Progress

lunedì 27 marzo 2017

Fotorecensioni: Lewis Carroll


Anni dopo Alice nel Paese delle meraviglie e il suo sequel, nel 1876, Lewis Carroll scrive un'altra fiaba in cui mescola giochi di parole, allegri nonsense, satira sociale, citazioni letterarie, atmosfere oniriche e quant'altro. Stavolta addirittura tutto in versi, ampliando lo stile del Jabberwocky. Si intitola The Hunting of the Snark, avventura marittima alla caccia di un animale chiamato Snark, che secondo la curatrice della versione italiana sarebbe un incrocio tra snake (serpente) e shark (squalo). Lewis Carroll però non fornisce descrizioni esatte, anzi ogni sua "spiegazione" non fa altro che rendere inimmaginabile di che cosa si tratti.

La ciurma che va alla caccia dello Snark è ancora più folle di quella di Moby Dick. È come Moby Dick riscritto da Gianni Rodari. Compaiono tutti i mestieri che cominciano con la B: Bellman ("uomo col campanello", banditore) che è pure l'inflessibile capitano, Boots (lustrascarpe), Bonnets (cappellaio), Barrister (avvocato), Broker (broker), Billiard-marker (segnapunti a biliardo), Banker (banchiere, che impazzirà), Baker (fornaio specializzato in torte nuziali, inutili in questo contesto), Butcher (macellaio, specializzato in castori) e non manca Beaver (un castoro parlante, giustamente terrorizzato dal macellaio).

Trattandosi di un'opera praticamente introvabile, è lecito spoilerare un po'. I protagonisti viaggiano per nave, ma lo Snark è un animale terrestre, quindi la storia inizia con uno sbarco... dove? In un "posto perfetto per uno Snark". La caccia ha inizio, accompagnata da presagi inquietanti in mezzo a una natura surreale. L'animale misterioso non lo vedremo mai, se non in sogno in veste di Azzeccagarbugli. In particolare il fornaio -- che sembra un alter ego dello scrittore -- è angosciato all'idea che lo Snark sia anche un Boojum, una creatura il cui contatto provoca la sparizione nel nulla. E così avviene. Il fornaio si imbatte nello Snark, e svanisce. Fine.

Lewis Carroll, La caccia allo Snualo, con testo originale a fronte, a cura di Sara Donegà, ed. Barbes, Firenze 2008, pagg. 100

sabato 25 marzo 2017

Colpacci: Animali enigmatici e dove trovarli


Un tintore boemo del borgo austriaco di Eferding, Aloys Zötl (1803-1887), aveva l'hobby di realizzare magnifici acquerelli, che forse non fece mai vedere a nessuno. Copiava dai libri, con uno stile che era allo stesso tempo naif e raffinato. I suoi disegni sembrano provenire dal Rinascimento, quando l'illustrazione naturalistica oscillava tra raffigurazioni accurate e goffi schemi medievali. I paesaggi di Zötl, poi, sono spesso capolavori in sé, a volte anticipano addirittura il fascino enigmatico dei dipinti di Max Ernst. Quanto agli animali, fanno un'impressione particolarissima: il loro occhio rivela intelligenza, ma un'intelligenza non umana; si esibiscono nella loro bellezza o nella loro "oscena" nudità, o si mettono in posa come di fronte al fotografo, o si divorano tra loro, il tutto con sentimenti che non sapremmo definire. Sono felici? Soffrono? Fingono? Si sono accorti che li stiamo osservando? Ci stanno prendendo in giro?

giovedì 23 marzo 2017

Carta canta, ma la distribuzione costa


Tra le molte cose che si imparano dai fumetti, ecco da una graphic novel delle edizioni Eris uno schemino che 'finalmente' fornisce ai non addetti alcune informazioni che in genere non sono ovvie. Anzi, le prime voci di spesa che verrebbero in mente sono quelle che in realtà pesano di meno sul prezzo finale.
Grazie anche di questo, oltre che del magnifico libro (recensito qui).

mercoledì 22 marzo 2017

Inni micro: "Belzebù, Capitano"

"Belzebù, Capitano di questo avversario,
provava a rovinarmi -- e con questo in mente
lo mandò, armato e tutto, e lui smaniando
di furia infernale mi aggredì con ferocia.
Ma Michele benedetto m'ha aiutato: così,
a fendenti di spada, l'ho fugato in fretta.
Lasciatemi quindi lodare in sempiterno
e ringraziare e benedire il Nome del Santo!"


John Bunyan, The Pilgrim's Progress

giovedì 16 marzo 2017

(As)saggi(ni): Un coraggio da leoni psichedelici


Un libro per tutti e per nessuno. Senza scomodare Nietzsche, la definizione si attaglia bene anche ai volumi pubblicati da Sebastiano Ranchetti negli anni passati, e che oggigiorno si ritrovano spesso nelle librerie remainders. La foto qui sopra, ad esempio, mostra due scene dal libro In cerca di rosso. Salamandre e... 
A chi si rivolgono pubblicazioni come queste, soprattutto in Italia? Per gli adulti, una serie di immagini coloratissime di animali sono "roba per bambini". Ma a un bambino potrà piacere quest'arte raffinata, quasi astratta e lievemente inquietante?
E quindi. Onore a Sebastiano Ranchetti, il Gianni Rodari psichedelico, che se ne frega delle mode e "salta" la parte commerciale dell'editoria passando direttamente ai collezionisti. Poi magari non è vero, magari le sue opere vendono pure bene (volesse il cielo), ma questo aspetto diventa quasi un'appendice insignificante.

Su di lui, vedi anche questo post.

mercoledì 15 marzo 2017

Inni micro: Lotta diseguale

Lotta più diseguale si dà difficilmente:
Cristiano combatte un angelo. Eppure ecco,
il nostro eroe, destreggiandosi con spada e scudo,
lo mette in fuga, a dispetto ch'è un drago.


John Bunyan, The Pilgrim's Progress

sabato 11 marzo 2017

Colpacci: 2 grandi firme 2!

cliccare per ingrandire

Pomeriggio assolutamente fantastico, oggi 11 marzo allo StarShop di Perugia. Una firma di Gabriele Dell'Otto su un libro a tiratura limitata, e un autografo personale di Sara Pichelli, due superbig tra i disegnatori Marvel.

E non è finita qui. Salta fuori che con la Pichelli siamo "quasi" compagni di banco perché ha frequentato la stessa scuola di fumetto, la Scuola Internazionale di Comics a Roma, sede di via Ostiense. Viva la banda delle "bande disegnate"!

(As)saggi(ni): Tutta la serietà dello scherzo


Devilman contro Getter Robot! Sembra il titolo di un filmetto catastrofico di serie B, se non Z, roba tipo Mega Python vs. Gatoroid (vedi recensione di Yotobi su YouTube, ma il sottoscritto ha anche avuto il fegato di vederselo per intero). Invece il manga riserva una serie di sorprese:  

* A firmare la parodia non è un imitatorucolo ma lo stesso Go Nagai, creatore di Goldrake Mazinga Jeeg Robot nonché di entrambi i personaggi di questo albo
* Si trova una buona dose di humour e ammiccamenti ironici, ma la trama è costruita con cura e con intelligenza
* Tra l'altro, il titolo è una presa per i fondelli perché la storia non si basa su uno scontro tra Devilman e il Getter, anzi tutto l'opposto
* Nagai è e resta un grande autore. Anche in quest'opera relativamente recente (2010, in Italia nel 2014) rielabora ancora una volta il suo universo, i suoi temi, la sua immagine dell'umanità, con l'energia delle sue produzioni classiche, ma allo stesso tempo con un approccio fresco e nuovo
* Qui poi c'è un vero concentrato di elementi "fighi": la cibernetica, i dinosauri, i demoni, l'amore e anche un po' di sano erotismo, il tutto in tutte le combinazioni possibili
* La fusione tra il potere dell'high-tech e quello dell'occulto non è solo una buona idea per una storia a fumetti ma scoperchia alcune dinamiche oscure del neo-capitalismo; cfr. il romanzo di C. S. Lewis Quell'orribile forza (1945; Adelphi, 1999). Un mondo talmente marcio che perfino un demone si sente in dovere di salvarlo.

venerdì 10 marzo 2017

(As)saggi(ni): Il capitalismo dal volto non-umano


Dietro un grande uomo, c'è una grande donna. Dietro l'Eternauta c'è... l'Eternautessa! In questo quarto episodio dell'Ultimo Eternauta (per i primi tre, vedi qui) Juan Salvo si trova misteriosamente aiutato dalla moglie Elena, che lui finora aveva cercato come un disperato da un universo all'altro. Intanto, uno dopo l'altro, i nodi vengono al pettine -- anche se, per ogni enigma risolto, se ne apre un altro. I Mano, che nell'Eternauta classico erano tutti uguali, qui mostrano le proprie differenze in maniera sempre più marcata, e viene il momento della resa dei conti. La prossima puntata, la quinta, sarà l'ultima, anzi addirittura La fine del mondo.

Questo capitolo 4 è probabilmente il più bello di quelli finora apparsi. Omogeneo nello stile, molto vicino alle atmosfere originarie del personaggio per i ritmi cadenzati, il senso di sospensione e attesa, l'uso parsimonioso degli effetti speciali, l'intreccio tra lucidità sociologica e smarrimento onirico.

Se nelle puntate precedenti era implicito che gli "invasori alieni" erano il simbolo del liberismo selvaggio, adesso la cosa è affermata senza mezzi termini. Il creatore dell'Eternauta, l'argentino Oesterheld, ha pagato con la vita il suo impegno politico. Difficilmente (e per fortuna) succederà lo stesso all'autore di questo sequel, Maiztegui; ma ciò non significa che i poteri forti si siano ammorbiditi, significa solo che non hanno più neppure bisogno di ricorrere ai metodi violenti. Che è appunto il contenuto dell'albo La ricerca di Elena.

mercoledì 8 marzo 2017

Inni micro: "Ora eccomi dove?"

"Ora eccomi dove? È questo l'amore,
la cura di Gesù verso chi pellegrina?
Che provvidenza! ricevere perdono
e abitare al pianerottolo del paradiso?"


John Bunyan, The Pilgrim's Progress

giovedì 2 marzo 2017

Inni micro: Difficoltà

"Difficoltà dapprima, poi Timore di fronte,
la collina è scalata ma ruggisce il leone.
Al cristiano la vita non è ovatta:
passata una paura, un'altra lo piglia."


John Bunyan, The Pilgrim's Progress

giovedì 23 febbraio 2017

Padri nostri che siete in un altro cielo


I disegni magnifici di David Rubín, colorati da Garland, sono già un motivo sufficiente per acquistare l'albo The Fiction. La storia, di primo acchito, ricicla un po' troppi luoghi comuni: It di Stephen King, il libro magico che ti proietta in un fantastico universo parallelo, il lato luminoso e quello oscuro di una stessa persona perdipiù socialmente disagiata, i dibattiti filosofico/esistenziali su "cos'è la realtà", il finale aperto a diverse interpretazioni, ah già, e c'è anche la love story.
Però alcune vignette, forse in maniera troppo rapida, suggeriscono una chiave di lettura più stratificata e interessante, cioè che [SPOILER - spostato a fondo post]
Un tratto frequente dei fumetti americani è che non si 'vergognano' di usare la simbologia religiosa. Qui il personaggio di Tsang svolge allo stesso tempo il ruolo di Serpente dell'Eden e di Redentore, come suggerisce la sua stessa postura la prima volta che appare ai tre amici nel mondo onirico. A incuriosire il lettore italiano, tra i mille dettagli che costellano il racconto, è un riferimento enigmatico a "una veduta in un romanzo di Calvino". Per non parlare della comparsa-cammeo di Pinocchio.

Curt Pires (testi) - David Rubín (disegni) - Michael Garland (colori), The Fiction, Tunué, Latina 2016, cartonato, pagg. 96, euro 16,90; edizione originale Usa, 2015


[SPOILER] tutto derivi da un "incontro ravvicinato del quarto tipo" capitato a due amici, il padre di Max e il padre di Tsang, quando erano giovani. Il lato positivo del padre alcolizzato di Max finirà per identificarsi con il guerriero alieno, l'Entità Dorata, dorata come la birra e come il rum. Il padre di Tsang invece, dopo un romantico ma inspiegato rapporto sessuale con la fidanzata o moglie (cap. 3) nell'universo parallelo, finirà vittima di una potenza maligna fino a identificarsi con il demone Corruzione. Tutto questo avrà pesanti ripercussioni sul destino dei loro figli. Ma non è detto che quest'ipotesi chiarisca tutto.

mercoledì 22 febbraio 2017

Inni micro: "Alto il pendio"

"Alto il pendio, ma scàlpito per scalarlo,
e non sarà la difficoltà a spaventarmi
perché là, lo sento, è il sentiero di vita.
Forza e coraggio, non cedere, non temere:
meglio la retta via, per quanto ardua,
di quella sbagliata, soft, che poi ti danna."


John Bunyan, The Pilgrim's Progress

giovedì 16 febbraio 2017

(As)saggi(ni): Il Buono, il Brutto e i Cattivi

cliccare per ingrandire

Fin dai primi ingredienti, Vecchio Logan di Mark Millar - Steve McNiven si presenta come un cocktail appetitoso: i grandi personaggi Marvel si ritrovano catapultati in una specie di Mad Max girato da Sergio Leone con Clint Eastwood, o da Clint Eastwood con se stesso come protagonista, aggiungendo qualche spruzzatina di Jurassic Park. Dei grandi personaggi Marvel, tanti sono morti; i sopravvissuti sono quasi tutti incattiviti, e tutti invecchiati male. Arrivano le nuove generazioni: i discendenti cannibali di Hulk, la nipote (figlia della figlia) sexy e stronza di Peter Parker, i figli adolescenti normali di Wolverine. . .  pardòn, Logan.

Il Teschio Rosso ce l'ha fatta, ha finalmente conquistato l'America. Come? Con un banalissimo piano della serie "come ho fatto a non pensarci prima!", che in effetti ha funzionato. Dopodiché i nuovi boss, che si sono spartiti i territori Usa coast to coast, hanno cominciato a scannarsi tra loro. In questo allegro ambiente sociale, dove le famiglie vengono massacrate se ritardano a pagare l'affitto ai clan, Logan ha provato a cominciare una nuova vita senza artigli. Ne ha passate troppe. Ma il lettore comprende fin dalla prima pagina che il suo sogno di quiete campagnola non è destinato ad avverarsi. Per fortuna, il rinato eroe Wolverine potrà contare su un giovane ma promettente allievo. E si allontana a cavallo verso l'orizzonte come in uno spaghetti western.

Vecchio Logan, uscito a episodi nel 2008-2009, è arrivato da poco in Italia in volume unico cartonato. Scritto in tempi politicamente non sospetti, a leggerlo adesso può offrire un interessante spaccato sull'America di Donald Trump. Durerà? Neppure Magneto è durato troppo a lungo al potere. . .

mercoledì 15 febbraio 2017

Inni micro: "Finora camminavo"

"Finora camminavo schiacciato dalla colpa,
e niente ad alleggerire il dolore dentro,
ma poi eccomi qui: che posto stupendo!
Prenderà avvio proprio qui la beatitudine?
Proprio qui cadrà il peso dalle spalle?
Qui si strapperanno i lacci che stringevano?
Benedetta la croce! e il sepolcro! e soprattutto
l'Uomo che là per me subì l'obbrobrio!"


John Bunyan, The Pilgrim's Progress

mercoledì 8 febbraio 2017

Diario di un correttore di bozze: 7 febbraio 2017

In una certa diocesi italiana, per darsi un tono culturale, hanno invitato a tenere una conferenza nientepopodimenoché l'arcivescovo di Vienna, card. (come da locandina) Cristoph Schömborn. Peccato che non si scrivano così il nome il cognome.

Inni micro: "Ho visto qui cose"

"Ho visto qui cose delle più rare e proficue:
cose belle e terribili, cose che mi stabilizzano
nell'impresa che intanto ho intrapreso.
Su, fatemici un po' riflettere, e comprenderò
perché mi son state mostrate -- e permettimi,
buon Interprete, di cuore, di esserti grato."


John Bunyan, The Pilgrim's Progress

lunedì 6 febbraio 2017

Diario di un correttore di bozze: 6 febbraio 2017

la giuda turistica
Ahi ahi ahi, no Alpitour?!

Fotorecensioni: Max Ernst


Artista che in qualche modo coniuga il rigore nordico di Magritte con l'esuberanza di Dalí, Max Ernst (1891-1976) è autore di quello che probabilmente resta il capolavoro letterario del Surrealismo. Operazione doppiamente paradossale, perché 1) il Surrealismo, nato come movimento letterario e anti-pittorico, è poi passato alla storia come corrente artistica, e 2) nei "romanzi" di Ernst di parole ce n'è poche o quasi nulla. Di fatto, sono graphic novel realizzate a collage, e tutto a mano, mica con Photoshop. Le fonti a cui attinge per le sue composizioni sono, in ordine di importanza quantitativa: illustrazioni del romanzo popolare, illustrazioni scientifiche e illustrazioni letterarie, soprattutto il Paradiso perduto di Milton nelle incisioni di Gustave Doré.

Tre i titoli. La donna 100-teste, del 1929, è una raccolta di immagini accompagnate da aforismi, il primo dei quali recita "Delitto o miracolo: un uomo completo". Sogno di una ragazzina che volle entrare al Carmelo, del 1930, esamina le fantasie oniriche non innocentissime di una 16enne che sente la vocazione a farsi suora. Una settimana di bontà, del 1934, senza parole a parte qualche spiegazione iniziale, presenta sette serie di temi grafici abbinati ai giorni da domenica a sabato: il fango + il leone, l'acqua, il fuoco + il drago (e il pipistrello), il sangue + Edipo (e la sanguisuga), il gallo + i Moai dell'Isola di Pasqua, la vista, l'ignoto. In ogni caso, scene erotiche e di violenza a volontà. La cosa più incredibile è che, passato il primo istante di straniamento di fronte ai collage di Ernst, li si comincia a trovare spaventosamente, e ironicamente, realistici.

P.S. Come antesignano delle graphic novel di Max Ernst si può segnalare il poema seicentesco Adone di Giovan Battista Marino (vedi): anche in quel caso un collage, seppure realizzato con le parole, di tutti i temi possibili, stravolgendo la percezione che se ne aveva. Con conseguente scandalo dei benpensanti.

sabato 4 febbraio 2017

Disse il corvo (non quello di Poe)

Giulietta, di ilTM + Selkis

Gli amanti di Valdaro

Stimmi di zafferano
color sangue di bue
rosso oro dall'odor di miele
che solo delicate esperte mani
all'alba sanno raccogliere
e finemente lavorare. . .

Così di rubino le imenee strie
miste a rugiada di sudore
tra i corpi albini
parevano brillare
e sugli acerbi organi sessuali.
Lei dolce gli sorrise
ai primi raggi di luce,
la nuca carezzandogli.

Così mi piace immaginarli
e nel museo di Mantova
i loro scheletri politi
ancora poter ammirare:
da seimila anni giacciono
teneramente aggomitolati.

La zolla che li accoglie
al contempo è alcova
e neolitica tomba.
Sepolti nella necropoli
uno di fronte all'altra

le gambe intrecciate e raccolte
in posizione fetale; le mani
di lei sulle di lui spalle,
quelle di lui sul collo di lei
in un abbraccio eterno e mortale.

Mistero su cosa li abbia uccisi
se freddo, fame, malattia
o una morte volontaria
per astio, atto sacrificale
dissidi tra clan rivali, parole
sprezzanti come punte di silice.

Primevi Romeo e Giulietta
in un'epoca negletta,
avida di simboli d'amore
per noi vigliacchi e sensibili
ora riportati alla luce.


Sergio Gallo, Corvi con la museruola, LietoColle, Faloppio (CO) 2017, pagg. 134, euro 15

mercoledì 1 febbraio 2017

Inni micro: "Permesso, posso?"

Cristiano affronta Apollyon
ill. di ilTM + Selkis
Sarà John Bunyan ad accompagnarci, da questa settimana, con alcuni dei poemetti che inframmezza al racconto nel Pilgrim's Progress (nelle versioni italiane Il viaggio del pellegrino o Il pellegrinaggio del cristiano). Scritto nella seconda metà del Seicento, tra i massimi capolavori della letteratura inglese, è ancora oggi il libro più venduto nei Paesi anglosassoni dopo la Bibbia. Ha influenzato a fondo l'immaginario degli scrittori d'Oltremanica e Oltreoceano; p.es., tante avventure e atmosfere di Tolkien derivano proprio di qui. Perfino Lovecraft trova una copia del Pilgrim's Progress dentro la casa con la famigerata illustrazione. Bunyan è portavoce di un cristianesimo controcorrente, creativo, duro e vivacissimo -- da John Milton a William Blake, per dire -- che in Italia ci possiamo scordare, per i noti motivi geopolitici. Il mite, solare Bunyan ha pagato con anni di carcere la sua attività di predicatore "non autorizzato".

"Permesso, posso? Lui che sta di dentro
aprirà a 'sto poveraccio, seppure è stato
ribelle immeritevole? Se sì, sicuramente
gli canterò lodi ininterrotte in cielo!"

lunedì 30 gennaio 2017

(As)saggi(ni): A spasso tra gli universi narrativi

[fotomontaggio delle tre cover]

Siamo al terzultimo capitolo della saga dell'Ultimo Eternauta: è in fumetteria il terzo volume di cinque. Solo che adesso, per qualche mistero del continuum spaziotemporale, del quarto e del quinto non è stata neppure annunciata la data di uscita. . .  Approfittiamo della pausa per stilare un primo bilancio. Intanto, questa parte 3 ha un ritmo indiavolato che mischia avventura classica, psicologia, e fantascienza tra Jurassic Park e Alien. La sequenza con i gurbo e i cascarudo è epica, ma soprattutto veniamo a scoprire, forse forse, se non è l'ennesimo trucchetto, il motivo per cui gli invasori alieni (i Mano e i Loro) non hanno ancora eliminato Juan Salvo l'Eternauta, il pericolo pubblico numero uno, sebbene ne abbiano avuto l'opportunità varie volte.

Le atmosfere sono ormai lontanissime da quelle dell'Eternauta originale di Oesterheld, anche se il disegnatore è ancora il Francisco Solano López degli anni '50, su sceneggiatura stavolta di Pablo Maiztegui. Non avrebbe avuto senso scimmiottare lo stile di Oesterheld, con la sua lenta cadenzatura alla Sergio Leone, i suoi silenzi, il senso di tragedia incombente, quasi presentisse che sarebbe diventato uno dei desaparecidos del regime argentino. Oggi i lettori sono abituati ad altri ritmi, altre inquadrature. E tuttavia non è certo superficiale la descrizione dell'Argentina moderna, del mondo moderno anzi, che fa da sfondo all'Ultimo Eternauta: un mondo dominato da poteri oscuri che controllano tutto, condizionano tutti, e si fanno pure passare per benefattori.

Una caratteristica abbastanza curiosa della trilogia è che, anziché presentarsi come una storia unica spezzata in puntate per motivi pratici, sembra formata da tronconi completamente diversi l'uno dall'altro. Il volume 1, Martita (la figlia di Juan Salvo), riprende gli ingredienti del primo Eternauta rigiocandoli in maniera spiazzante, ma conservandone in parte le caratteristiche, con un'elevatissima densità di trama. Il volume 2, Ushuaia (carcere nel sud dell'Argentina), è un po' deludente a causa di alcune debolezze di sceneggiatura e disegno, e perché non aggiunge molto a quanto si era scoperto nel volume 1; però si fa amare perché introduce elementi bizzarri 'inimmaginabili' nell'opera di Oesterheld, p.es. il carceriere alieno tatuato che ama la boxe e cita Nietzsche. Il volume 3, Vicente López (dipartimento amministrativo argentino), passa improvvisamente a tavole piene di vignette e di balloon, con un sacco di personaggi e una novità dietro l'altra, incluso un Mano che è diventato una specie di sciamano indio. Perfino lo stile del disegnatore è cambiato di molto rispetto ai primi due libri. In un certo senso, è come se Maiztegui e Solano López fossero diventati anche loro degli "eternauti" che viaggiano da un universo narrativo all'altro. Li attediamo per le ultime due puntate!

giovedì 26 gennaio 2017

Sotterrato Frankenstein. Vivo


Se c'era chi, come il sottoscritto, pensava che dopo Frankestein Junior di Mel Brooks non rimanessero molte possibilità per "rivitalizzare" la creatura di Mary Shelley. . .
Ora invece immaginando la disperata fuga di Frankenstein -- a essere pistini: "il mostro di" Frankenstein -- raccontata a quattro mani da Jules Verne e Robert Howard, o a scelta Edgar Rice Burroughs, dopo che ci fossero andati giù pesante, verrebbe fuori qualcosa come questo magnifico albo. Come spesso in Mignola, non manca un pizzico di dottrine esoteriche di fine Ottocento inizio Novecento, come la teoria della Terra cava, riciclata con ironia ma anche con affetto per quell'universo culturale che fu.
Frankenstein, alto di statura e pieno di connettori elettrici su tutto il corpo, non solo ai lati del collo, è lo stesso che già si era visto combattere sul ring contro Hellboy nella Casa dei morti viventi: all'epoca non era chiaro se si trattasse proprio della versione di Mary Shelley o di un'imitazione, beh, era l'originale.
Della trama è bello non raccontare nulla, un po' per non spoilerare, un po' perché il fascino delle storie di Mignola sta nel continuo intersecarsi e ritornare su se stessi di tempi ed eventi, mischiando la cronaca spicciola ai misteri cosmici. Ridurre le vicende a una sequenza lineare rovinerebbe tutto. Diciamo solo che Frankenstein riceve un prezioso aiuto dalla Madonna, del Sacro Cuore per giunta.
E spoiler o non spoiler, c'è stranamente un lieto fine: "Il mostro di Frankenstein, per quel che ne so, è ancora vivo".

Frankenstein Underground, di Mike Mignola (testi), Ben Stenbeck (disegni) e Dave Stewart (colori), tutt'e tre bravissimi; Magic Press, dicembre 2016, pagine 144, euro 14.

mercoledì 25 gennaio 2017

Hymnsmouth, vv. 100-112

. . .

Stab (at) Mother

Our Lady of Lou

Our Lady of Fat

Our Lady of Sorrow-pa

Our Lady of Chest

Notre Dam

Our Lady of Lore

The Virgin of Pill

S. Maria Maggio

Madonna Neera

Ima colata

aka Tistós

Panna-ghìa

. . .

lunedì 23 gennaio 2017

(As)saggi(ni): La Divina Commedia, ovvero L'opera da 2 soldi


Una speciale emissione di una moneta da 2 euro (valore effettivamente spendibile o solo nominale?) che riproduce l'affresco di Dante con la Divina Commedia di Domenico di Michelino, realizzato nel 1465 dentro il duomo di Firenze.
Il conio risale al 2015, presunto 750° anniversario di nascita dell'Alighieri. Orripilante la scheda tecnica che accompagnava l'oggetto da collezione, e che poteva andar bene per spiegare chi era Dante a Donald Trump.
Nella moneta l'inferno è quasi invisibile e l'universo/paradiso è sostanzialmente svanito nel nulla. Si intravede, all'altezza della nuca di Dante, la "miracolosa" cupola del Brunelleschi da poco terminata -- "da poco" all'epoca di Domenico di Michelino.
Interessante che a fare la parte del leone, sia nell'affresco che qui, sia il Purgatorio; qui anzi è addirittura diventato una montagna d'oro, forse un augurio ottimistico da parte del nostro Governo. Nell'Umana Tragedia è rimasta in vigore solo la virgiliana auri sacra fames, tradotta da Dante in maniera sballata in Purgatorio 22, 40-41, voto: 4, costringendo un po' tutti i dotti poeti successivi (Ariosto, Tasso, G. B. Marino) a correre ai ripari. Ma sicuramente profetico il fatto che la storia dell'euro sia un purgatorio, con l'inferno subito sotto.

mercoledì 18 gennaio 2017

Hymnsmouth, vv. 89-99

. . .

The Savior of Omen

The Ready mere

Holy, three, neat!

Peril chorus

Circus in sex

Exaude Nous

The First Kos

Deus ex China

In the Mane of the Father

Design of the Cross

The fir of the Spirit

. . .

lunedì 16 gennaio 2017

Sondando il senso della vita

Kubrick, Courbet, e sfondo digitale di Selkis

Il caro amico Donald "Mack" Hassler ha appena ricevuto dai figli un regalo speciale per il suo 80° compleanno: la pubblicazione di una raccolta di sue poesie che coprono praticamente tutto l'arco della sua vita. Il libro, High Latitudes, è acquistabile qui. Ne abbiamo tradotta una:


Brutta poesia su bella scienza e bella fede
a Dave Johnson

È Avvento, le news narrano della sonda Galileo
su Giove, là in sei anni, seicento milioni di miglia.
Dopo tanta strada, la piccola sonda ha eseguito
il suo dovere a puntino e, prima di fare puff, ha
mandato messaggi allʼastronave madre cosiddetta.

Mi annebbia la testa la storia da Giove, tutta mattina
vago per il campus questo primo venerdì di Avvento
con altre mete di viaggio in mente, determinato
a personalizzare lʼidea, consapevole che fare puff
posso anchʼio tra le calde nubi verbose del viaggio.

Ma noi tutti attendiamo tragitti di questo tipo, giù
nel buio ad ali aperte – disse il poeta che sapeva
affrontare le personificazioni. Il nostro amico e fisico
col tumore alle ossa, tutto occupato tra dolore
e radiazioni, fissa attento la sua fitta nebbia.

Lʼastronave pure, dicono, farà puff prima o poi;
però adesso aspetta di meditare il messaggio
in orbita attorno al gigante. Così lo spettacolino
così lontano, da quel palco smisurato, è tornato
a noi al tempo opportuno per dire morte e vita.

Già, quando il geniale amico, padre e marito, sʼimbarcò
come ricercatore, era lʼepoca della finta sonda
di Kubrick, col triste spegnersi di HAL come
un bimbo in pena, poi – miracolo – la nuova vita.
Forse queste morti, e voli, e missioni meccaniche
che personifichiamo giungono giuste in Avvento.

mercoledì 11 gennaio 2017

Hymnsmouth, vv. 70-88

. . .

Dagon-Slayer

Apex imo daemonio

Libros Domine

You defeated Sit-in

Defeated Paracetamoloch

Defeated Lazy Fair

Defeated Belize-boobs

Defeated Memphis tophet

Defeated bell fragor

Defeated the Snack

Defeated Mammon-Ra

Defeated the Devonian

Defeated the day moons

Defeated the finds

Defeated the rib hells

Defeated the Peace Tricks

Defeated the ABCs

Defeated Cha-Cha-Chaos

Defeated Le vie en tan

. . .

sabato 7 gennaio 2017

La donna a cui Philip Dick raccontava le fiabe

Philip e Tessa Dick


Story Time with Philip K. Dick [L'ora della fiaba con Philip Dick] è un libretto autobiografico appena messo giù da Tessa B. Dick, che è stata la quinta e ultima moglie del grande autore americano, scrittrice lei stessa. È la madre di Christopher, il figlio sul quale Philip Dick ebbe quella celebre, misteriosa "premonizione" da cui sono derivati il ciclo di Valis e l'Esegesi.
Per gentile concessione dell'autrice pubblichiamo qui sotto la traduzione di un estratto. Chi desiderasse leggere il testo completo può scaricarlo in formato Kindle qui.

Senti squillare il timer del forno, e per qualche minuto Phil scompare in cucina. Quando poi ne riemerge con due piatti fumanti di pasticcio di carne e rognoni, ti accorgi che stavi morendo di fame. Ti accorgi pure che hai bisogno di un'altra tazza di caffè. Phil mette un album della Steve Miller Band dicendo che all'inizio la loro musica non gli piaceva, ora ha preso ad apprezzarla. Invece non è mai riuscito a farsi piacere Neil Diamond o i Three Dog Night; in compenso ha una raccolta completa dei Beatles e la raccolta completa di Beethoven. Phil è nato il 16 dicembre, stessa data in cui Beethoven fu battezzato. Devi convenire con lui che la hit del momento degli America, A Horse With No Name, è una lagna. Hai imparato ad amare i Rolling Stones anche se è un po' eccessiva la sparata di Mick Jagger circa “la più grande rock band del mondo”. A Phil piace anche il jazz, e possiede qualche registrazione rara di Charlie “Bird” Parker. Ben presto ti ritrovi ad ascoltare i Jefferson Airplane o i Jefferson Starship, chi si ricorda, comunque la voce è quella di Grace Slick. Finito di mangiare, segui Phil in cucina e posi il piatto nel lavandino. Lui abbassa il volume dello stereo e riprende il discorso.
Gli fai visita spesso, e lui ha sempre un sacco di cose da raccontare sulla sua vita, su quello che scrive e la sua musica preferita. Parla spesso di sequel dei suoi romanzi. Non ha mai smesso di lavorare al sequel della Svastica sul sole, però non riesce a metterlo nero su bianco perché i nazisti gli fanno troppa paura anche solo nella fantasia.
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